La frana del febbraio 2014

Quasi 7 milioni di euro. Tanto ha chiesto la giunta regionale al governo per procedere al consolidamento dell’abitato di Gualdo Cattaneo, frequentemente interessato da dissesti e frane che rappresentano, è evidente, un rischio per gli abitanti della zona e per il patrimonio storico del piccolo borgo.

Frane e dissesti nel centro di Gualdo Cattaneo Tra l’aprile 2013 e il febbraio 2014 hanno ceduto, nell’ordine, circa 20 metri di mura urbiche, ricostruite dal municipio attraverso uno stanziamento regionale che ha sfiorato quota 400 mila euro, un ampio tratto di strada che costituisce la circonvallazione delle antica cinta murarie e un’opera di contenimento. Per questi ultimi due smottamenti il Comune sta concludendo la fase di progettazione dell’intervento che dovrebbe costare oltre mezzo milione di euro a valere sui fondi dell’alluvione, perché naturalmente tutti i movimenti franosi si sono consumati in periodi di forti precipitazioni piovose.

Servono quasi 7 milioni Ma il municipio contestualmente ha anche avviato una serie di verifiche tecniche per definire gli interventi e soprattutto il valore dei lavori che dovranno essere compiuti per scongiurare il rischio geologico del centro storico di Gualdo Cattaneo. Il conto presentato alla Regione è di 6.9 milioni di euro, risorse che palazzo Donini ha richiesto al governo nell’ambito del Piano nazionale 2014-2020.

Vinti: «Salvaguardare il borgo è una priorità» In questo senso l’assessore regionale Stefano Vinti ha spiegato: «La salvaguardia del centro storico di Gualdo Cattaneo rappresenta una priorità per la quale abbiamo richiamato l’attenzione del Governo centrale, inoltrando la richiesta di 6.9 milioni, risorse che ci auguriamo vengano messe a disposizione a breve tempo così da permetterci di rendere completamente fruibile il centro storico di Gualdo Cattaneo».

L’intervento In particolare, lo stanziamento consentirebbe di predisporre un progetto per la messa in sicurezza dell’intero versante collinare mediante la ricostruzione delle mura con sottofondazioni su micropali e ancoraggi, ma anche la realizzazione di drenaggi a tergo e il rifacimento dei sottoservizi a rete completamente distrutti.

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