Sono stati eseguiti anche a Terni i sequestri operati dalla Guardia di Finanza nella giornata di venerdì a carico del Gruppo Cerolini a cui è stata contestata l’evasione di 8,3 milioni di euro.
Gruppo Cerolini: sequestri anche a Terni La maxi operazione è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Macerata che dal gip ha ottenuto i decreti per l’apposizione dei sigilli su bar, distributori di carburanti, quote societaria e disponibilità bancarie presenti nelle province di Macerata, Ancona, Fermo, Foggia, Firenze, Prato, Crotone, Roma, Terni, Ravenna e Chieti. Dieci le persone segnalate alla magistratura per per associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e in particolare all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione dei redditi fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti falsi, omessa dichiarazione, occultamento o distruzione di scritture contabili, indebita compensazione.
Maxi frode fiscale A cadere sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di finanza sono state le imprese riconducibili a Giuseppe Cerolini, tra cui la Effemme srl, società che spazia dalla gestione di punti di distribuzione di carburante a quella di bar e ristoranti. Il 21 gennaio scorso i finanzieri avevano eseguito un primo decreto di sequestro per equivalente, confermato dal tribunale per il Riesame, per oltre 13 milioni di euro evasi. In quel caso le attività erano scaturite da verifiche fiscali avviate su una serie di società operanti in vari settori (commercio all’ingrosso di calzature e accessori, pellami, plastica, distribuzione di carburanti e ristorazione). Le indagini hanno riguardato complessivamente un periodo di tempo che va dal 2007-2008 al 2013
Sigilli a bar, distributori e società Secondo gli inquirenti sarebbe stato architettato un sistema organizzato di società per frodare il fisco attraverso l’uso di fatture per operazioni commerciali inesistenti e rispetto a cui Giuseppe Cerolini ricoprirebbe un ruolo primario, come effettivo amministratore di molte delle società controllate. Complessivamente i finanzieri con l’ultimo decreto hanno sequestrato undici beni immobili (8 fabbricati e 3 terreni); 9 società di capitali e una ditta individuale cui fanno capo un negozio di calzature; una macelleria; una pizzeria; sei ristoranti; cinque bar; quattro distributori stradali; un centro estetico; e sedici veicoli. Rientrano nella gestione delle aziende sequestrate anche una caffetteria nel centro storico di Macerata e vari locali, tra ristoranti e bar, presenti sulla costa, nonchè le società che detengono la proprietà della Civitanovese calcio.
