C’è anche l’ex sottosegretario umbro Rocco Girlanda tra i 51 indagati nell’ambito dell’operazione “Sistema”, che ha portato all’arresto di 4 persone tra cui Ercole Incalza, capo della struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture. L’indagine ha portato alla luce un giro di tangenti per direzione lavori negli appalti per le ‘Grandi opere’.
Girlanda indagato Il politico eugubino ha ricevuto lunedì un avviso di garanzia – come conferma lui stesso a Umbria24 – per il reati di turbativa d’asta per una gara relativa all’assegnazione della direzione dei lavori dell’hub portuale di Trieste. Contestuale anche la perquisizione da parte dei carabinieri del Ros con il sequestro di un pc e un ipad.
L’accusa Rocco Girlanda, è indagato insieme ad Ettore Incalza, Stefano Perotti, Francesco Cavallo, Francesco Loffredo e Stefano Saglia, per turbativa d’asta «in relazione al bando di gara emesso dall’Autorità Portuale di Trieste per l’attività di collaudo hub portuale di Trieste – piattaforma logistica tra lo scalo legnami e il punto franco olii minerali».
Totalmente estraneo «Ho piena fiducia nella magistratura – dichiara a Umbria24 – ma sono totalmente estraneo a qualsiasi atto che mi viene contestato anche perché si parla di turbativa d’asta per un gara che non si è mai svolta». Tra i politici coinvolti in relazione alla gara per l’hub triestino anche Stefano Saglia, ex Pdl e Ncd ed ex sottosegretario allo Sviluppo economico. Anche per lui l’accusa è di turbativa d’asta.
Perquisizioni in tutta Italia Le perquisizioni hanno interessato,tra gli altri, uffici della Struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, della Rete ferroviaria italiana Spa, dell’Anas International Enterprises spa, delle Ferrovie del Sud-Est Srl, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell’Autostrada regionale Cispadana Spa e dell’Autorita’ portuale Nord Sardegna. Alcune perquisizioni sono svolte con il concorso di personale dell’Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di competenza in materia fiscale. L’esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia.
L’indagine L’attività investigativa del Ros, condotta sotto la direzione della Procura di Firenze, era stata avviata nel 2013 per accertare ulteriori presunti illeciti nella gestione degli appalti per la realizzazione del “Nodo Tav” di Firenze e del sotto-attraversamento della città, ricompresi nelle cosiddette “Grandi Opere”, di competenza della Struttura tecnica di missione istituita presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diretta da Incalza, interessato alla gestione dell’iter amministrativo delle più importanti opere infrastrutturali del Paese. Il modus operandi adottato dagli indagati e fondato sui reciproci rapporti di interesse illecito, secondo l’accusa, prevedeva che le società consortili aggiudicatarie degli appalti rientranti nelle “Grandi opere” fossero indotte da Incalza a conferire a PStefano Perotti, o a professionisti e società a lui riconducibili, incarichi di progettazione e direzione di lavori garantendo di fatto il superamento degli ostacoli burocratico-amministrativi. Perotti, come contropartita, avrebbe assicurato l’affidamento di incarichi di consulenza e/o tecnici a soggetti indicati dallo stesso Incalza, destinatario anch’egli di incarichi lautamente retribuiti conferiti dalla Green Field System srl, società affidataria di direzioni lavori.
