Il processo penale telematico in Italia continua a presentare criticità significative e non ha ancora raggiunto la piena operatività, nonostante l’obiettivo di modernizzare il sistema giudiziario sia considerato necessario e inevitabile. È quanto emerge da una nota diffusa dalla Procura generale di Perugia, firmata dal procuratore generale Sergio Sottani, a seguito di una riunione che si è svolta ieri in videoconferenza su piattaforma Teams con la partecipazione dei procuratori delle procure umbre e dei magistrati dei rispettivi uffici.

«App? Le difficoltà operative» «La piattaforma ‘App’, sviluppata dal Ministero della Giustizia per la gestione telematica degli atti processuali e delle notizie di reato, sin dal suo debutto ha mostrato rilevanti difficoltà operative», si legge nel comunicato. Secondo quanto riferisce la Procura generale, già a partire dal 1° gennaio, data dell’introduzione del sistema, molti tribunali hanno dovuto mantenere un doppio binario, cartaceo e digitale, per evitare il blocco del sistema giudiziario. «A fronte della promessa ministeriale di una piena funzionalità entro la fine di marzo – si legge ancora nella nota – i problemi tecnici sono invece persistiti: rallentamenti, blocchi e mancanza di funzionalità adeguate hanno continuato a ostacolare il lavoro di magistrati e avvocati».

«Assenza di miglioramenti» A marzo, il Consiglio Superiore della Magistratura aveva chiesto formalmente un rinvio dell’entrata in vigore della piattaforma ma il Ministero della Giustizia aveva deciso di procedere comunque, assicurando una rapida risoluzione delle criticità. Tuttavia, «l’analisi tecnica condotta dalla struttura tecnica del Csm ha confermato l’assenza di miglioramenti, portando diversi uffici giudiziari a sospendere l’obbligatorietà della piattaforma fino a maggio o giugno», fa sapere la Procura generale. Nel corso della riunione del 15 aprile è stata inoltre evidenziata una «grave carenza nell’assistenza tecnica fornita dal Cisia», ovvero il distaccamento territoriale del Ministero per i Sistemi Informativi Automatizzati.

Iscrizione delle notizie di reato Un’altra criticità sollevata riguarda la fase di iscrizione delle notizie di reato, «di competenza esclusiva del pubblico ministero e oggi fortemente ostacolata dalla rigidità del software, che non consente modifiche o correzioni efficienti in caso di errore», prosegue la nota. Il sistema informatico, invece di semplificare, «rallenta le procedure e complica il lavoro del magistrato». «La digitalizzazione della giustizia è un obiettivo imprescindibile – conclude la Procura generale – ma deve essere accompagnata da strumenti tecnicamente validi e funzionali. L’obiettivo non è il ritorno al cartaceo, ma una gestione pragmatica che consenta, in caso di disfunzioni, l’uso temporaneo del deposito tradizionale per garantire la continuità dell’attività giudiziaria».

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