La Corte d’Appello di Perugia

La Corte d’appello di Perugia a dicembre 2024 ha registrato un abbattimento dell’arretrato civile pari all’89,2%, avvicinandosi così all’obiettivo europeo del 90% fissato per giugno 2026, con oltre un anno di anticipo sull’agenda europea. È uno dei dati principali emersi dal bilancio sociale 2024 della Corte d’appello, presieduta da Giorgio Barbuto, e della Procura generale, guidata da Sergio Sottani, che per il terzo anno consecutivo hanno presentato congiuntamente il documento di rendicontazione delle proprie attività – si apprende da una nota dei due uffici giudiziari – come segno di trasparenza e responsabilità verso i cittadini.

Risultati Il numero dei procedimenti civili pendenti è sceso dai 2.105 del 2022 a 1.657 nel 2024, con una riduzione del 21,3%. Nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, la Corte ha inoltre completato la digitalizzazione di 6.023 fascicoli delle sezioni civile e lavoro, rispettando tutti gli obiettivi assegnati nei tempi stabiliti. Tra i risultati di rilievo figura anche la gestione delle istanze per l’equo indennizzo ex legge Pinto: nel 2024 sono stati liquidati 2.175.111,56 euro, con un aumento di circa 900 mila euro rispetto all’anno precedente.

Collaborazioni Il bilancio sociale sottolinea il valore della cooperazione istituzionale come strumento per una giustizia ‘giusta’. In quest’ottica la Corte d’appello ha proseguito le partnership con enti e amministrazioni del territorio. Nel 2024 è stata aggiornata la Carta dei servizi del minore, nell’ambito del Tavolo integrato su famiglia e minori, per migliorare la valutazione delle competenze genitoriali e il coordinamento tra uffici giudiziari e servizi sociali. Nello stesso anno è stato rinnovato, con Regione, Asl e Università di Perugia, il protocollo per la valutazione di persone sospettate di abuso o dipendenza da sostanze e sottoscritto un ulteriore protocollo per il trattamento e la sicurezza di autori di reato affetti da disturbi mentali.

Innovazione Il 2024 ha segnato passi avanti per la Procura generale anche in termini di innovazione tecnologica e uso dell’intelligenza artificiale. Tra i progetti più significativi – si legge nel bilancio – figura la versione Beta del software per la redazione del mandato di arresto europeo, pensata per ridurre i tempi di gestione delle pratiche. Nel corso dell’anno l’Ufficio Sdi ha inoltre contribuito alla cattura di 19 persone ricercate.

Criticità e personale Non mancano, tuttavia, alcune difficoltà legate agli applicativi giudiziari e alla connessione internet, che rallentano l’operatività quotidiana degli uffici. Entrambi gli uffici esprimono poi preoccupazione per la prossima scadenza dei contratti del personale assunto con fondi Pnrr: presso la Corte d’appello risultano 39 funzionari e operatori a tempo determinato, mentre in Procura generale sono in servizio due operatori data entry. Si auspica – sottolineano gli uffici – una soluzione che valorizzi le competenze acquisite, per non disperdere un patrimonio professionale essenziale al buon funzionamento della giustizia.

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