Dosi di droga (foto archivio F.Troccoli)

di M.R.

‘Rovi’, questo il nome della maxi operazione delle forze dell’ordine che, a Terni, ha portato a sei arresti per spaccio di droga. Il nome deriva dalla zona di campagna dove era custodita la droga in barattoli chiusi ermeticamente, in zona Palmetta. A far scattare le indagini un sacco contenente 3 chili di marijuana. Due soggetti, tra cui una donna, sono finiti in carcere. Gli altri invece si trovano ai domiciliari con braccialetto elettronico.

Arresti A margine di una lunga attività di indagine, durata quattro mesi e coordinata dalla Procura di Terni, sono state eseguite mercoledì mattina sei ordinanze di custodia cautelare ai danni di altrettante persone coinvolte in un giro d’affari legato allo spaccio di droga. Gli indagati sono sette. Tutti italiani tra i 40-45 anni e bene integrati nel territorio ternano, seppure di origini diverse, fatta eccezione per fornitore dello stupefacente, romano classe ’89 ristretto in carcere. Del gruppo fanno parte anche due donne, una delle quali è finita dietro le sbarre. Era lei a gestire i pusher, insieme ad un altro soggetto che solo si trova ai domiciliari per problemi di salute, altrimenti destinatario della misura in cella.

Indagini A dare il via alle indagini, il ritrovamento di oltre 3 chili di marijuana tra i rovi in zona strada di Palmetta, che poi si è scoperta essere il nascondiglio di un giro illecito ben più grande. A seguito del rinvenimento sono state installate delle telecamere che, a più riprese, hanno immortalato proprio uno degli indagati nell’ambito della maxi operazione. Dopo aver individuato il responsabile della droga abbandonata nelle campagne, l’attività degli inquirenti si è sviluppata verso i collaboratori, gli intermediari e i vertici del giro di spaccio. Le indagini infatti hanno permesso di ricostruire un articolato giro di cocaina, proveniente dall’area romana e destinata al mercato degli assuntori nella città di Terni. Le sette persone ora indagate risultano tra i principali ‘grossisti’ in città, ‘specializzati’ nell’importare e poi smerciare consistenti quantitativi di droga, in particolare cocaina, sulla piazza di spaccio locale. Si parla almeno di mezzo chilo di stupefacente al mese. Gli episodi di cessione registrati sono poco meno di 70.

Spaccio Durante i quattro mesi di attività investigativa sono stati effettuati sequestri preventivi per circa 60 mila euro – stima dei proventi dall’attività illecita. Pronti alla vendita un chilo di cocaina, 100 grammi di hashish e 3,5 chili di marijuana. Per le indagini, coordinate dal pm Giorgio Panucci, inoltre sono stati utilizzati sistemi tecnologici avanzati tramite i quali i cellulari degli indagati sono stati sfruttati per estrapolare chat e conversazioni telefoniche, ma anche per intercettazioni ambientali attraverso i microfoni degli smartphone. Inoltre sono state effettuate anche videoriprese a distanza, che hanno consentito di identificare i membri del giro di spaccio che, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, avveniva nelle abitazioni dei coinvolti.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.