di Chiara Fabrizi
Sette condanne per il giro di baby squillo scoperto tra Spoleto e Terni nel 2014. Vanno dai cinque anni per la cosiddetta Ape Regina, una trentenne di nazionalità rumena, agli otto mesi patteggiati dal più anziano dei clienti, un ottantunenne residente a Terni, le pene inflitte dal gup del tribunale di Perugia, Carla Maria Giangamboni, di fronte al quale si è celebrato il rito abbreviato a carico dei sette imputati per induzione della prostituzione minorile. Un altro cliente, si tratta di uno spoletino di 54 anni, ha invece scelto il rito ordinario, che si celebrerà davanti al collegio del tribunale di Spoleto.
Sette condanne per giro di baby squillo Il gup Giangamboni ha sostanzialmente accolto le richieste formulate in aula dal sostituto procuratore della Dda, Giuseppe Petrazzini: cinque anni di reclusione per la trentenne Ape Regina, quattro anni per un cliente spoletino di 69 anni, due anni e nove mesi per la madre 46enne di una delle baby squillo, un anno e sei mesi a un cliente ternano di 69 anni e un anno per un cliente 73enne sempre ternano (per gli ultimi due pena sospesa). Alle cinque condanne arrivate mercoledì pomeriggio, si sommano i due patteggiamenti dell’ultima udienza: due anni a un trentenne di nazionalità albanese e otto mesi per l’ottantunenne residente a Terni (per entrambi pena sospesa). Il giudice con la sentenza ha anche riconosciuto le provvisionali in favore delle due giovani vittime del giro di baby squillo: 30 mila a una giovane con problemi psichici e 10 mila euro alla figlia della donna condannata mercoledì pomeriggio, mentre i risarcimenti saranno da stabilire in sede civile. Le giovani erano assistiti dagli avvocati Bisacci e Fazi, mentre gli imputati erano difesi dagli avvocati Congiunti, Sciarretta, Mattiangeli, Romani, Cozza, Grimaldi, Puma, La Spina.
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