Giada Coppola, la giovane di 21 anni morta giovedì scorso a Moiano (Città della Pieve) dopo quello che inizialmente era apparso come un semplice attacco febbrile legato all’influenza, era affetta da una rara malattia congenita del sangue, asintomatica e mai diagnosticata. È questo l’esito dell’autopsia svolta all’ospedale di Perugia. Secondo i primi risultati la crisi fatale e la conseguente embolia polmonare massiva sarebbero state scatenate dall’assunzione di un farmaco anticoagulante, prescritto durante la convalescenza dopo un intervento al ginocchio. Il medicinale, utilizzato comunemente a scopo protettivo per prevenire la formazione di trombi, avrebbe invece accelerato il processo trombotico a causa della patologia di cui la giovane era affetta, ma che non era mai stata individuata. Secondo i medici, la malattia avrebbe potuto essere diagnosticata solo attraverso specifiche analisi del sangue, per le quali, però, non c’erano elementi clinici che ne suggerissero la necessità. Nessuna responsabilità medica è emersa dall’indagine: la tragedia, secondo gli esperti, non sarebbe stata evitabile.

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