Una residente della frazione isolata di Pietralunga (Foto Fabrizio Troccoli)

di Maurizio Troccoli

«Il pane, ci serve il pane. Non per dare fastidio. E’ necessità», così un cittadino di una frazione di Pietralunga, dal suo balcone sotto un tetto bianco, carico di neve. Lo chiede al sindaco Mirko Ceci (leggi il grido di allarme) che insieme alla troupe di Umbria24 fa un giro a bordo di un pick up per raggiungere le famiglie più distanti dal capoluogo, completamente isolate, bloccate tra muri altissimi di neve che coprono anche i portoncini di ingresso.

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Cosa farà mai quella gente dentro casa? Come sta vivendo queste ore? In tanti se lo staranno chiedendo quando apprendono dai media che a volte ci sono volute ore, se non giorni, per raggiungere alcune abitazioni ai piedi dell’Appennino. Le telecamere di Umbria24 entrano nell’intimità di case semplici, dove regna la dignità della gente di campagna, pronta a preparare un caffè caldo e ad invitare a riscaldarsi vicino al caminetto.

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C’è anche un morto a Castelguelfo ancora da seppellire, da alcuni giorni è tenuto dentro la chiesa: «Per due o tre giorni abbiamo vegliato anche noi – dicono due donne di questa località – ma poi ha iniziato a puzzare. Ora è lì, nella bara, in quella chiesetta fino a quando non si riuscirà ad aprire la strada del cimitero». E la strada che porta al cimitero è completamente ricoperta di ghiaccio e neve, un muro bianco che arriva fino alla punta del cancello del camposanto.

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Cresce la preoccupazione tra gli abitanti che vivono quassù: «Ci dicono che rinevica (qualcuno chiama già la «meganevicata» quella che arriverà venerdì). E invece noi stiamo qui ad aspettare chi ci dia una tregua. Se a quella di questi giorni si aggiunge altra neve davvero non immaginiamo come fare». Intanto il sindaco Mirko Ceci chiede aiuto, ha bisogno di mezzi: «Fino ad oggi siamo riusciti a stare vicino alla popolazione con i nostri mezzi. Abbiamo portato loro viveri e medicinali. Ora però ci occorrono altri mezzi più pesanti per aprire le strade e per preservare quelle già aperte che dopo poche ore di vento e neve sono nuovamente inagibili».

Sotto i tetti bianchi c’è il fuoco acceso, la tv che va avanti ininterrotamente, riserve di legna ben stipata, mele cotte e frutta secca sulla tavola, qualche cagnolino a fare compagnia e il tepore di casa che da serenità a chi si sente minacciato dall’isolamento e dal gelo.

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