di Enzo Beretta
Per la morte di Gaia Pagliuca, la 24enne deceduta dopo tre giorni di coma in seguito a un malore in uno studio dentistico di Petrignano di Assisi, tre persone dovranno affrontare il processo penale. Si tratta dei tre odontoiatri, il padre e le due figlie, a cui la giovane assisana d’adozione si era rivolta per l’estrazione di un molare. L’accusa contestata riguarda l’omicidio colposo. Il processo inizierà il 20 gennaio davanti al giudice monocratico Giuseppe Narducci.
Anestetico Secondo la ricostruzione i tre dentisti che stavano curando Gaia hanno provato a rianimarla dopo il malore: stando alle accuse, però, avrebbero cagionato la sua morte dopo 3 giorni di coma il 29 settembre 2024 con quelle sei dosi di anestetico che l’hanno portata a un arresto cardiaco.
Il decreto Il rinvio a giudizio è stato firmato questa mattina dal giudice per l’udienza preliminare Natalia Giubilei. Nel corso dell’udienza il pm Annamaria Greco ha ribadito le sue accuse, forte dei risultati della consulenza firmata da Sergio Scalise Pantuso. Chiedendo quindi il loro processo per aver agito «per imprudenza, negligenza ed imperizia e in violazione delle linee guida e delle buone pratiche clinico assistenziali».
L’accusa Secondo le accuse, infatti, la ragazza sarebbe stata operata «in assenza di adeguata preparazione e senza procedere ad alcun esame strumentale», con la somministrazione in tempi ristretti di sei fiale di anestetico in violazione delle linee guida internazionali.
La difesa La difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Maori, ha puntato sulla correttezza dell’operato dei suoi assistiti, contestando anche il peso di Gaia in relazione alla quantità di anestetico.
I familiari La famiglia Pagliuca ha deciso di non costituirsi parte civile. «Non certo perché non voglia vedere riconosciuta la responsabilità degli imputati», aveva spiegato l’avvocato Simone Moriconi, affiancato dalla collega Elena Belia. Cosa si aspetta il padre, Vincenzo Pagliuca, da questo processo? «Giustizia. Voglio giustizia. Gaia era sana e stava bene: è entrata in quello studio e non si è più risvegliata».
