di C.F.
Frode sull’extravergine, il fascicolo arriva alla procura della Repubblica di Spoleto. L’inchiesta sugli oli aperta dalla magistratura di Torino è stata trasferita alle procure competenti per i territori su cui insistono gli stabilimenti produttivi delle sette aziende accusate di frode in commercio ma anche, ed è questa l’ultima novità, di vendita di prodotti industriali con segni mendaci atti ad indurre in inganno il compratore sulla qualità del prodotto, nel caso si tratterebbe di olio vergine venduto come extravergine.
Frode sull’extravergine, fascicolo trasferito a Spoleto Tra i marchi finiti nel mirino del pm Raffaele Guariniello anche la Pietro Coricelli spa di Spoleto sulle cui produzioni ora calerà la lente della procura di Spoleto, come confermato dallo stesso procuratore capo Alessandro Cannevale. Al lavoro si metteranno anche gli inquirenti di Firenze, Genova e Velletri dove operano le aziende Carapelli, Santa Sabina, Bertolli gentile, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin), i cui rappresentanti legali risultano al momento indagati per frode in commercio e inganno ai consumatori.
Ipotizzato anche inganno a consumatori La decisione è stata condivisa dal procuratore capo di Torino Armando Spataro e dal pm Guariniello, col primo che già martedì aveva chiesto di visionare il fascicolo per verificare la competenza territoriale della magistratura piemontese e quindi disporre l’eventuale trasferimento. Ora spetterà alla procura di Spoleto avviare tutti gli accertamenti del caso sulla frode contestata alla Pietro Coricelli. Intanto, oltre all’azienda umbra che ha già respinto ogni addebito, anche le altre aziende nelle ultime ore si sono dette estranee alle contestazioni.
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