Trenta cariche esplosive piazzate in diverse punti della parete rocciosa e fatte brillare progressivamente intorno a mezzogiorno. Sono durate circa 3 minuti le esplosioni sulle rocce che si alzano sopra la strada regionale Amerina, interessata una decina di giorni fa da una frana di significative dimensioni che ha fatto piombare in carreggiata un masso del peso di 600 tonnellate.
Frana sull’Amerina L’operazione è stata compiuta giovedì mattina alla presenza di Danilo Coppe, considerato il massimo esperto italiano del settore e per questo chiamato dalla Provincia di Terni a coordinare la bonifica. Dopo che le cariche sono state fatte brillare al lavoro si sono messi anche gli operai delle ditte incaricate che fino alle 14 hanno proceduto al disgaggio manuale dei frammenti di roccia e poi avviato l’intervento di ricostituzione della rete metallica a protezione dell’Amerina.
Progetto in Regione La Provincia, attraverso una nota, fa poi sapere di aver messo sul tavolo della Regione per la rimozione dei massi sulla carreggiata, la messa in sicurezza del versante e il rifacimento dell’asfalto per poter riaprire la strada tuttora chiusa all’altezza del bivio per l’abitato di Macchie.
Le cause A margine dell’intervento, l’esperto chiamato dalla Provincia a coordinare la bonifica, ha anche spiegato le cause della frana: «Le rocce in questa zona – ha spiegato Coppe – sono in alabastro, una pietra che risente sensibilmente degli effetti del clima, infatti sulla parete si erano formate delle fessurazioni accentuate nel tempo dagli agenti atmosferici, come il caldo e il gelo, che ne hanno determinato l’allargamento progressivo fino a far cedere la pietra e a far staccare i massi caduti poi sulla strada».
