di C.F.
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Hanno trascorso la notte nelle proprie abitazioni sette delle nove famiglie evacuate martedì sera a causa della frana che ha interessato la zona di San Giovanni Profiamma, più precisamente località colle San Giovanni. Gravemente danneggiata, invece, la casa in cima alla collina travolta dal fango e della terra del dissesto, per la famiglia è stata temporaneamente messa a disposizione una camera di albergo in attesa che l’alloggio di edilizia residenziale pubblica individuato dal Comune venga attrezzato. Una seconda famiglia, invece, a titolo precauzione sarà sistemata in una struttura ricettiva per qualche giorno, in questo caso le lesioni all’immobile risultano decisamente minore.
IL VIDEO. SUL LUOGO DELLA FRANA
Danni, emergenza e interventi: tutte le immagini
Monitoraggio costante La decisioni di far rientrare le famiglie nelle proprie abitazioni è stata presa nel tardo pomeriggio di mercoledì a margine della serie di sopralluoghi tecnici condotti dai geologi della Regione, dai vigili del fuoco. Ma l’attenzione, complice un bollettino meteo per nulla favorevole, resta altissima. «La situazione – ha spiegato il sindaco Nando Mismetti – verrà monitorata costantemente e non appena sarà effettuata una stima dell’intervento da attuare sottoporremo la questione alla Regione e alla Prociv per ottenere le risorse necessarie per l’opera di risanamento». Dopo l’emergenza dovranno essere progettate e realizzate apposite campagne geognostiche e specifici monitoraggi strumentali al fine di individuare la dinamica e le dimensioni del dissesto della frana nonché la ricostruzione del modello geologico-geotecnico al fine di poter programmare i necessari interventi.
Spostati 500 mila metri cubi di terra Anche perché la frana che minaccia San Giovanni Profiamma è vasta. Le verifiche tecniche di mercoledì hanno permesso di definire le dimensioni del dissesto di scivolamento la cui larghezza è stata stimata intorno ai 130 metri per una lunghezza di circa 220, per un’area di circa 4 ettari. I rilievi hanno permesso agli esperti di riferire di uno spostamento di una ventina di metri che ha interessato almeno 500 mila metri cubi di materiale franoso concentrato nel tardo pomeriggio di martedì. Mercoledì, infatti, i movimenti del dissesto sono stati di lieve entità.
