di Enzo Beretta
Condannato a tre anni e tre mesi di carcere il 23enne tunisino Louay Mosbah finito sotto processo a Perugia con l’accusa di tentato omicidio a Fontivegge. Il maghrebino, insieme a due connazionali minorenni, la sera del 19 dicembre 2024 intorno alle 20.30 ha compiuto «atti idonei e diretti in modo non equivoco a provocare la morte di M.B.». L’aggressione, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza di un condominio in piazza Vittorio Veneto, divenne un «video virale sul web» – si legge negli atti giudiziari – di grande aiuto per le forze dell’ordine impegnate nelle indagini.
Gli atti «Dopo averlo immobilizzato ponendosi con il proprio corpo su quello di M.B. riverso a terra – è scritto nel capo di imputazione – Mosbah dapprima lo colpiva ripetutamente con violenti pugni al volto, mentre i correi lo prendevano a calci sulle gambe, avendo cura di colpire le ginocchia, e gli pestavano le mani con le scarpe, quindi lo colpiva più volte al capo con una bottiglia di pomodoro finché la stessa non si rompeva». Un’aggressione definita «brutale». «La persona offesa, ridotta in stato di incoscienza, è stata colpita con almeno cinque violentissimi calci sulla nuca, sulla testa e in pieno volto – prosegue la Procura – calci che determinavano una forte oscillazione del capo, non trattenuto dai muscoli del collo, in ragione dello stato di incoscienza della vittima».
Tentato omicidio «La vita di M.B. è stata messa in pericolo – ricostruisce l’accusa, che stamani nel corso del giudizio abbreviato ha chiesto una condanna a quattro anni e mezzo di carcere – per l’utilizzo di un corpo contundente sul capo e per le zone attinte dai calci, nuca e tempia, provocandogli lesioni personali consistite in policontusioni e trauma cranico facciale, frattura delle ossa nasali, avvallamento pavimento orbitario destro (multiple contusioni facciali), ferite lacero contuse al cuoio capelluto, con prognosi di 30 giorni».
Il video virale Dai filmati – prosegue l’accusa – emerge la brutalità e l’efferatezza dell’aggressione alla vittima, colpito dai tre con violenza più volte al capo e al volto con la bottiglia di vetro che dopo diversi colpi andava in frantumi. La vittima è stata colpita con calci e pugni, anche quando aveva perso conoscenza.
Le cause Gli investigatori hanno rintracciato i due minorenni i quali hanno spiegato che l’aggressione, probabilmente, era scaturita dal fatto che Mosbah era venuto a sapere dalla fidanzata che questa era stata infastidita da un ragazzo marocchino. Mosbah è stato difeso dall’avvocato Barbara Romoli.
