di C.F.
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Sarà il consiglio di Sorveglianza di Coop centro Italia a decidere il futuro dell’ex Zuccherificio dopo lo strappo consumatosi con l’amministrazione comunale che, da tempo, è intenzionata a ridurre e delocalizzare cubature già autorizzate. Sul tavolo degli organismi di Coop, inutile dirlo, c’è anche la vendita dell’area con relativi permessi di costruzione.
Riduzione e delocalizzazione cubature A parlare all’indomani del confronto che ha segnato la distanza tra Coop e la giunta guidata dal sindaco Nando Mismetti è direttamente il presidente Giorgio Raggi che, prima, contesta con forza la mancata specificazione delle cubature che si vorrebbero stoppare o dirottare su altre aree e, poi, attacca aspramente l’amministrazione comunale accusata di «non aver deciso nulla in due anni», salvo poi lanciarsi in «un’imposizione di fatto».
Raggi: «Di fatto è un’imposizione» Nel mirino naturalmente c’è la richiesta di ridurre e delocalizzare le cubature già autorizzate a Coop, «perché – dice Raggi – la sostanza è che o accettiamo di andare in questa direzione oppure nulla verrà approvato». Al centro, poi, restano i tempi tecnici per realizzare il percorso proposto dal sindaco Mismetti che, insieme alla giunta e alla maggioranza, è determinato a partecipare le scelte che trasformeranno il profilo dell’area e che, considerando i due progetti alternativi presentati da Coop, uno con le torri, l’altro senza, richiederebbero anche una variante al Prg.
Tempi dilatati Ed è proprio sui tempi che Raggi calca la mano: «Sono passati quasi due anni dal momento in cui – insieme all’amministrazione comunale – si è presentato il progetto Aulenti-Araut e nove dal momento in cui abbiamo offerto al sindaco un’opzione alternativa (i palazzi invece delle torri, ndr), ma tutto questo tempo è servito a non decidere».
Palla al Consiglio di sorveglianza Coop I toni, insomma, sono aspri tanto che la realizzazione del progetto sembra destinata a sfumare. «Ci dispiace che, in questo modo, possa scomparire l’ipotesi del Parco delle Scienze insieme a tutta la sistemazione dell’area, molti dei nostri oltre 25mila soci di Foligno – mette in chiaro Raggi – ci avevano visto il futuro di una identità cittadina, ma stante così le cose la prossima settimana gli organismi di Coop decideranno il da farsi».
