di Chiara Fabrizi
Viene fermato per un controllo perché gira in bicicletta in corso Cavour a Foligno e reagisce picchiando con calci e pugni due agenti della polizia locale, uno dei quali è stato anche preso per il collo. L’episodio violento si è verificato giovedì mattina nella via principale della cittadina umbra dove gli agenti erano impegnati in un controllo finalizzato a verificare il rispetto dell’ordinanza firmata nel dicembre scorso dal sindaco Stefano Zuccarini e con cui è stata vietata la circolazione di biciclette e monopattini al Corso.
L’alt è scattato per un ragazzo di circa 25 anni, a cui sono stati quindi chiesti i documenti d’identità: il giovane all’accertamento ha reagito dando in escadescenze e aggredendo brutalmente i due operatori. Entrambi gli agenti sono rimasti feriti e sono quindi dovuti ricorrere alle cure del Pronto soccorso di Foligno, da cui sono poi stati dimessi con una prognosi di 12 e 15 giorni. Il giovane, che è poi stato identificato con un cittadino di nigeriano residente fuori regione e da poco arrivato a Foligno, è stato arrestato in flagranza di resistenza e lesioni contro pubblico ufficiale dai colleghi arrivati a bordo di una seconda pattuglia. Accertamenti sul conto del ragazzo sono tuttora in corso: in base a quanto emerge il ragazzo non avrebbe precedenti di polizia, mentre si sta verificando la sua regolarità sul territorio italiano. Il giovane violento al momento è trattenuto nella caserma della polizia locale in attesa delle disposizioni del pm di turno della Procura di Spoleto. Intanto a «esprimere tutta la mia vicinanza e solidarietà ai due agenti» è stato il sindaco Stefano Zuccarini, che ha ribadito come «l’attività di controllo e repressione sul territorio è e resta una della nostre priorità».
Solidarietà del sindacato La Uil Fpl Umbria interviene con un messaggio di solidarietà: «Esprimiamo massima vicinanza e sostegno ai due agenti – dichiara Andrea Russo, segretario territoriale del sindacato –. Chi lavora nei servizi pubblici è sempre più spesso bersaglio di insulti, minacce e aggressioni. È inaccettabile che un lavoratore debba temere per la propria incolumità solo perché sta garantendo sicurezza, assistenza, servizi alla collettività. Chi opera in prima linea ha diritto al rispetto. Sempre». Viene chiesto, dunque, un intervento strutturale: «Servono regole chiare, sanzioni efficaci, un patto sociale che restituisca autorevolezza e protezione a chi è esposto ogni giorno a tensioni crescenti. Ma servono anche formazione, prevenzione e supporto psicologico e legale. Difendere chi lavora – conclude Russo – non è solo un dovere morale: è una condizione necessaria per garantire la qualità e la legalità dei servizi pubblici. Continueremo a denunciare ogni episodio di violenza e a chiedere misure concrete per tutelare sicurezza e dignità di tutti i lavoratori».
