Medici e infermieri dell’Asl2 danno lezione sull’emergenza pediatrica. Dall’attribuzione di un codice di gravità per l’accesso alla visita medica all’identificazione dell’area più appropriata per il trattamento, fino all’informazione ai pazienti e ai loro familiari.
Fratini: «Umbria protagonista» Queste le principali attività dal triage pediatrico nei servizi di emergenza-urgenza illustrati, per la prima volta in Umbria, dai professionisti dell’Asl 2 nell’ambito del corso nazionale di Foligno svoltosi nei giorni scorsi. «L’obiettivo di questo primo evento che pone la nostra regione al centro del panorama scientifico e formativo nazionale nel settore dell’emergenza pediatrica – ha spiegato il direttore generale dell’azienda Sandro Fratini – è quello di offrire a specialisti e operatori i più moderni strumenti di gestione delle situazioni a rischio, in cui organizzazione, rapidità e appropriatezza degli interventi diventano fondamentali per salvare la vita ai piccoli pazienti».
Pediatri e infermieri del 118 I primi due corsi, cui seguiranno altri appuntamenti, sono stati tenuti dai pediatri della Asl 2 dell’Umbria, Beatrice Messini e Pietro Scoppi e dagli infermieri del 118 Massimiliano Orsini e Marco Silvestrini, istruttori di triage pediatrico: «Nei servizi di emergenza-urgenza le situazioni cliniche sono spesso imprevedibili e complesse – hanno precisato i due pediatri – pertanto è necessaria una metodologia rigorosa che determini una struttura organizzativa non improvvisata e percorsi diagnostico-terapeutici efficaci ed efficienti».
Triage pediatrico Alla base di tali percorsi c’è il triage, nodo centrale di tutte le attività di pronto soccorso, un processo decisionale per la complessa e rapida valutazione delle condizioni del paziente attraverso un metodo scientifico che consenta all’infermiere triagista di stabilire velocemente il grado di urgenza di ciascun paziente. Gli obiettivi dell’attività di triage sono il mantenimento dell’efficienza del pronto soccorso e la riduzione del ritardo dell’intervento sul paziente. Il triage richiede quindi formazione specifica, capacità di ragionamento clinico, riflessione critica, stile personale e una buona dose di esperienza. In ambito pediatrico occorre tener conto di molteplici elementi di complessità quali l’età dei pazienti e la presenza dei genitori. Infatti, accogliere i bambini, garantendo sicurezza e tempestività di intervento, non può prescindere dalla capacità di entrare in relazione con il loro sistema affettivo e con la complessa sfera emozionale dei genitori.
