Il 50enne orvietano arrestato

di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice

Tentato omicidio, perché le due martellate, la terza non sarebbe andata a segno, assestate al volto di Angelo Marchetti avrebbero potuto ucciderlo. Arriva a 24 ore dall’arresto in flagranza per tentata rapina aggravata, l’accusa più pesante per il cinquantenne orvietano residente a Ponte San Giovanni che giovedì mattina ha aggredito Angelo Marchetti, titolare della storica gioielleria di largo Carducci, nel cuore del centro storico di Foligno.

Il travestimento Ma di particolari, all’indomani del violento episodio costato una prognosi di 15 giorni all’orefice quarantanovenne ancora ricoverato, ne emergono molti. A cominciare dal travestimento dell’orvietano che nella gioielleria Marchetti è entrato indossando una parrucca e un doppio paio di pantaloni. Agli occhi, invece, aveva applicato delle lenti a contatto colorate, mentre per il viso aveva optato per un pesante strato di fondotinta.

A casa pistola giocattolo e accetta Non solo. Nel corso della perquisizione domiciliare eseguita dagli uomini del commissariato nell’appartamento di Ponte San Giovanni sono state trovate una pistola giocattolo senza tappo rosso, un’accetta, un’altra mazzetta e il manico del martello con cui giovedì mattina è stato aggredito Marchetti. Nell’abitazione dell’uomo, incensurato e disoccupato, i poliziotti hanno anche trovato una seconda parrucca e diversi paia di occhiali.

Le indagini proseguono in queste ore, anche perché l’ipotesi degli investigatori è che l’uomo non sia affatto uno sprovveduto, piuttosto un malvivente che potrebbe avere tentato e messo a segno altri colpi nel Perugino, gli accertamenti sono in corso. Visionate, invece, le registrazioni delle telecamere del sistema di sicurezza della gioiellerie e pure del Comune. Dalle immagini è emerso che le martellate che hanno colpito il volto di Marchetti sono state due, mentre una terza sarebbe stata sferrata a vuoto mentre il gioielliere usciva dal negozio al termine della colluttazione.

Debiti Il 50enne orvietano, trasferito fin dalle primissime ore nel carcere di Capanne, avrebbe spiegato agli inquirenti di avere tentato la rapina con l’intenzione di saldare un debito, si parla di alcune migliaia di euro, anche se non è chiaro a chi l’uomo dovesse restituire le somme. Buone, invece, le condizioni di Angelo Marchetti tuttora ricoverato al San Giovanni Battista di Foligno con un trauma cranico piuttosto esteso.

L’avvocato di Marchetti E a parlare all’indomani dell’aggressione è il legale di Angelo Marchetti, l’avvocato Giovanni Picuti che spiega: «Da una prima lettura delle dinamiche accertate dagli inquirenti traspare una particolare attitudine a delinquere dell’aggressore, che sebbene incensurato ha dimostrato di aver meticolosamente premeditato i reati predisponendo i mezzi idonei per portarli a compimento. Soltanto un gesto coraggioso della persona offesa – prosegue la dichiarazione – è riuscito ad evitare il peggio. Il mio assistito mi conferma che l’indagato ha infierito su di lui prospettandosi non tanto una minaccia, come si verifica nella maggior parte delle volte nelle aggressioni a scopo di rapina, quanto l’effettiva eliminazione della vittima, sia per poter agire indisturbato, che, soprattutto, per non essere individuato. Il materiale sequestrato all’indagato, finalizzato ad un efficace quanto meticoloso travisamento, costituisce la prova di detta preoccupazione. È pertanto fondata l’ipotesi delittuosa di tentato omicidio a scopo di rapina anche a seguito da quanto emerge da un primo esame dei filmati registrati all’interno del negozio. Solo con la sua pronta e coraggiosa reazione la persona offesa ha potuto evitare il peggio. Mi auguro che si faccia luce sui trascorsi dell’indagato, perché potrebbero emergere ulteriori aspetti preoccupanti sulla sua personalità criminale. La dinamica delittuosa accertata, del resto, mal si concilia con l’incensuratezza. Non credo che ci troviamo di fronte ad un delinquente occasionale. Angelo Marchetti preannuncia la sua futura costituzione di parte civile, nei tempi e nei modi consentiti dalla legge».

»

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.