Uno degli ingressi delle Omc

di Chiara Fabrizi

Prima hanno scavalcato e forzato il cancello di via Ticino. Poi con un autocarro da 35 quintali sono entrati nelle Omc (officine manutenzioni cicliche) di Trenitalia. Dopodiché si sono diretti verso il magazzino dei lavorati in rame e con i carrelli elevatori hanno caricato ben 41 quintali tra bobine, piattine ed altri pezzi di ricambio. È di circa 300mila euro il danno economico causato dalla banda di ladri che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha messo a segno il maxi-furto alle Omc di Foligno. Sul caso stanno indagando gli uomini della Polfer, coordinati dal sostituto commissario Marco Orazi, che nella mattinata ha richiesto anche l’intervento della polizia scientifica per effettuare una serie di rilievi.

Il colpo Secondo gli investigatori la banda deve essere entrata in azione poco dopo la mezzanotte per poi abbandonare le Omc al massimo alle due del mattino. Per centoventi minuti, insomma, i ladri avrebbero agito indisturbati riuscendo addirittura ad introdurre un autocarro da 35 quintali all’interno del sito, come dimostrano le tracce a doppio pneumatico rilevate dagli agenti. Ma quello che più sorprende è la sicurezza e la decisione con la quale sono state condotte tutte le operazioni. Tanto per cominciare la banda era al corrente del recente cambio di magazzino per lo stoccaggio dei lavorati in rame, disposto dopo un tentato furto di qualche tempo addietro. E, soprattutto, sapevano con esattezza dove erano custodite le chiavi dei carrelli elevatori, senza le quali il rame non avrebbe potuto essere caricato.

Le ipotesi investigative, quindi, sarebbero orientate verso la pluralità di soggetti che orbitano intorno alle Omc. Dalle ditte che eseguono la pulizie a quelle fornitrici fino ad arrivare alle maestranze. E in queste ore gli uomini del commissario Marco Orazi stanno passando al setaccio tutte le entrate e le uscite degli ultimi giorni, così come sarebbero già stati sentiti nel corso gli operai dell’ultimo turno di martedì sera. Dai rilievi eseguiti dalla polizia scientifica, invece, difficilmente potranno emergere elementi rilevanti. Sì, perché anche nelle fasi iniziali, lo scasso della serratura del cancello, la banda non avrebbe lasciato alcuna traccia. Sempre in queste ore gli investigatori stanno battendo palmo a palmo i palazzi che si affacciano in via del Ticino nell’eventualità che qualche residente abbia notato qualcosa di insolito.

Nessun sistema di sicurezza Anche perché le Omc di Foligno, è risaputo, non hanno alcun sistema di videosorveglianza, nessuna vigilanza notturna, né tanto meno allarmi rudimentali. Da tempo si dibatte intorno all’opportunità di investire alcune decine di migliaia di euro per assicurare, specie nelle ore notturne o nei fine settimana quando gli operai non sono a lavoro, un sistema di sicurezza in grado di scongiurare i raid notturni dei ladri. E forse, dopo il maxi-furto, qualcosa potrebbe muoversi.