di C.F.
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Tempi incerti sulla riapertura della statale Flaminia, chiusa dallo scorso 3 aprile a causa della frana di San Giovanni Profiamma. Mercoledì mattina l’Anas inizierà i lavori di propria competenza, dopodiché la palla passerà al Comune, chiamato a coordinare l’intervento di demolizione dell’abitazione gravemente danneggiata dal dissesto, e all’Irpi, l’istituto di ricerche per la protezione idrogeologica del Cnr.
Chiusura record Rischia di trasformarsi in una chiusura record quella scattata ormai 20 giorni fa nel tratto della Flaminia che, per intendersi, collega Foligno con Nocera Umbra. Già, perché a oggi nessuno, dal municipio all’Anas, se la sente di azzardare una data entro la quale garantire, con un senso unico alternato, il ripristino della strategica arteria viaria che, stando a quanto si sa, potrebbe anche riaprire da dieci, forse anche quindici, giorni.
Anas Mercoledì mattina gli operai dell’Anas torneranno nel tratto interessato per dare il via agli interventi di propria competenza, vale a dire sistemazione e profilatura della scarpata adiacente alla corsia invasa dalla frana e rilievi geologici utili ad accertare le condizioni del muro di contenimento stradale preesistente.
Comune Concluso questo primo step il testimone passerà al Comune e al sindaco Nando Mismetti che dovrà firmare l’ordinanza di demolizione della villetta pesantemente danneggiata dal movimento franoso. L’intervento sull’immobile pericolante, con ogni probabilità, sarà eseguito dai vigili del fuoco. Ma non è finita qui.
Irpi e il sistema di monitoraggio L’accordo sottoscritto dal municipio, l’Anas e la Regione prevede l’installazione di un sistema di monitoraggio e allarme che dovrà essere realizzato dall’Irpi del Cnr. I sensori trasmetteranno in tempo reale i dati relativi alla stabilità del versante interessato dal dissesto, allo scopo, inutile di dirlo, di prevenire qualsiasi movimento franoso sulla zona, garantendo l’incolumità dei viaggiatori.
Rebus riapertura Tre step su cui, complici i diversi soggetti coinvolti e la variabile meteorologica, pende il rebus dei tempi di esecuzione. Nessuno, dal Comune all’Anas, se la sente di sbilanciarsi, limitandosi ad affermare che la conclusione degli interventi dipenderà dalla rapidità con cui ognuno dei tre soggetti agirà. E a mancare è anche un’indicazione di massima. Mentre il traffico veicolare continua a essere deviato verso Colfiorito e i residenti della zona restano in balia della segnaletica arancioni e di percorsi provvisori.
La deviazione Per i veicoli diretti a nord (Nocera Umbra-Fano) il percorso alternativo prevede l’uscita allo svincolo Macerata/Colfiorito, la percorrenza della statale 77 della Val di Chienti e della strada provinciale di Capodacqua, con rientro sulla Flaminia in località Ponte Centesimo (viceversa per i veicoli in direzione sud). Per i mezzi pesanti, invece, il percorso alternativo prevede la percorrenza della statale 75 Centrale Umbra, E45 e statale 318 di Valfabbrica, in entrambe le direzioni. A San Giovanni Profiamma sono comunque presenti tecnici e personale Anas per la regolazione del traffico, la rimozione del materiale franato sul piano viabile e il coordinamento con gli Enti competenti per le verifiche geologiche.
