Cartelloni di protesta affissi sull'albero di Natale (foto Preziotti)

Commercianti in corteo per dire no alla chiusura del traffico. Sono stati circa trecento gli esercenti che ieri sera hanno sfilato da piazza San Domenico a quella della Repubblica, per manifestare la propria contrarietà alle nuove regole di accesso al centro, varate a settembre dalla giunta e in vigore da mercoledì.

«Centro chiuso? Ennesimo soppruso» Alla testa del serpentone Aldo Amoni, presidente di Confcommercio, Cristiana Mariani, presidente di Confesercenti, e Francesco Cascelli dell’associazione Innamorati del centro che hanno esibito lo striscione «Centro chiuso? Ennesimo sopruso». Dopodiché i commercianti di ogni tipologia merceologica hanno simbolicamente depositato sotto l’albero di piazza della Repubblica alcuni pacchi dono indirizzati al Comune e contenenti le richieste della categoria, le stesse messe sul tavolo del sindaco Nando Mismetti.

Le proposte dei commercianti I commercianti, tra le altre, chiedono di ripristinare la viabilità di via Mazzini e piazza San Domenico in vigore prima dell’avvio dei lavori di pavimentazione e di non toccare quella di via Cairoli, invece già rivoluzionata, mentre chiedono fasce orarie per la Ztl più morbide di quelle varate. Proposte, queste, che hanno segnato la distanza tra l’idea di centro storico dell’amministrazione e quella dei commercianti.

«Riaprire subito trattative» Lo strappo al tavolo delle trattative si è consumato la settimana scorsa e da allora il confronto si è interrotto malamente. E non a caso ieri i rappresentati delle categoria sono tornati a chiedere una riapertura della trattativa, su cui per il momento dal municipio non si è registrata alcuna disponibilità.

Socialisti e Pd Diverso il tiro dei socialisti che da qualche giorno stanno distribuendo nei negozi un questionario sulle tematiche più sensibili del centro storico. Il Pd, che nel frattempo ha ricomposto la segreteria, ha invece invitato l’amministrazione a «continuare l’attività di ascolto e confronto con tutte le realtà cittadine al fine di giungere a una sintesi che tenga conto di tutte le istanze e le sensibilità».

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