A causa di un errore durante un parto avvenuto nel novembre 2013 all’ospedale di Foligno una ginecologa e un’ostetrica sono state condannare a pagare un risarcimento di 190 mila euro alla Regione Umbria. È quanto si legge in una sentenza della Corte dei Conti dell’Umbria. Le due professioniste venivano ritenute responsabili dai magistrati della Procura contabile di «non aver interpretato correttamente il tracciato cardiotocografico fetale, con conseguenziale ritardo nell’esecuzione del parto operativo ed encefalopatia anossico-ischemica nel nato, cui sono conseguiti postumi invalidanti permanenti sul piano psicomotorio (equilibrio instabile e scarsa fluidità nei movimenti) e cognitivo (scarsa competenza linguistica».
L’esame L’errata lettura del tracciato – secondo la ricostruzione – avrebbe portato un leggero ritardo nel parto. I presunti errori commessi avevano innescato il pagamento dei danni all’assicurazione. La Corte dei Conti, oggi, a distanza di quasi dieci anni, parla di «inescusabili errori omissivi che hanno cagionato l’invalidità di un bambino che avrebbe potuto (e dovuto) nascere senza alcuna lesione e pregiudizio alla persona».
