di C.F.
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I revisori dei conti bocciano il bilancio della Fils, ma soprattutto agitano lo spettro della procedura concorsuale «perché – scrivono – il livello di indebitamento non è più sostenibile senza un immediato apporto patrimoniale da parte del socio (il Comune di Foligno, ndr) e la dismissione degli asset non strategici».
Debiti per 4.7 mln, patrimoni netto di 85 mila euro È un documento che conferma il pessimo stato di salute della società del municipio, quello presentato lo scorso 8 agosto dal collegio (Fucinese presidente, Cicioni e Battistelli membri effettivi) che senza tanti giri di parole evidenzia «uno stato di insolvenza che si protrae da molti anni e ormai non garantisce neppure una minima continuità aziendale». Nel bilancio, che registra un utile di poco superiore ai mille euro, sono stati segnati debiti erariali e per finanziamenti pari a 4.7 milioni (+230 mila euro su 2012) a fronte di un patrimonio netto di 85 mila euro.
Dismissione asset e ricapitalizzazione Molte manovre per centrare il riequilibro finanziario della Fils, almeno a leggere la relazione dei revisori, non sembrano essercene. Tanto che le uniche operazioni per tentare il salvataggio della società del Comune potrebbe essere la «dismissioni di asset non strategici (60% di immobile locato posseduto in quota)» e un intervento di «ricapitalizzazione» da parte dello stesso municipio. Ma in ogni caso, le perplessità restano, motivo per cui il collegio esprime «forte incertezza» sulla sussistenza del presupposto di continuità aziendale e paventa l’attivazione di una procedura concorsuale.
«A rischio interventi programmati» Anche perché oltre a un livello di indebitamento non più sostenibile, sull’operatività della Fils pesano anche «le attrezzature tecniche che in molti casi – scrivono i revisori – risultano obsolete e comunque di qualità non adeguata per far fronte alle reali esigenze lavorative, tanto che sono a forte rischio gli interventi programmati». La società, che ha in organico 39 dipendenti di cui 14 impiegati e 25 operai, è stata trasformata da spa in srl lo scorso marzo con capitale sociale di 79.983 euro.
Filipponi: «Azione di responsabilità» A rendere nota la relazione del collegio è stato il consigliere d’opposizione Stefania Filipponi (Impegno civile) che martedì ha annunciato «un’azione di responsabilità personale nei confronti di tutti coloro che hanno causato il grave stato di insolvenza della società, con possibile danno per l’erario comunale, perché – scrive – chi ha gestito l’azienda, coloro che non hanno controllato ovvero, per motivi di bottega, hanno omesso ogni intervento in sede politica, devono pagare».
