Sono stati raggiunti dalle misure cautelari del giudice perugino, due albanesi e un italiano nell’ambito dell’operazione dei carabinieri di Città di Castello chiamata Boomerang.
La cronaca Sono stati pedinati e controllati durante l’attività di spaccio di droga. La strategia messa a punto era quella di fare giungere giovani albanesi con il classico soggiorno turistico per poi impiegarli nelle attività di spaccio. Un albanese di 31 anni residente a Città di Castello, un altro di 22 anni residente a Umbertide e un italiano di 40 residente anch’egli a Città di Castello sono considerati tra i responsabili dell’attività di spaccio. Sono ristretti all’obbligo di dimora con il divieto di allontanarsi nelle ore notturne.
L’operazione Nell’ambito della stessa indagine, nel corso del 2017 sono stati eseguiti 7 arresti in flagranza di reato nei confronti di persone sia italiane (di cui una donna) che straniere, altre 15 denunciate in stato di libertà, tutte per spaccio di sostanze stupefacenti. Sono stati anche identificati e segnalati alla Prefettura di Perugia circa 45 assuntori di droga, tutti dell’area dell’Alta Valle del Tevere e sequestrati circa 14 chili di sostanza stupefacente (marijuana e hashish), 300 grammi di cocaina oltre a bilancini di precisione ed altro materiale utilizzato per il taglio ed il confezionamento della droga. Il giro d’affari accertato ammontava verosimilmente ad oltre 30mila euro al mese.
