Arriva a lambire anche l’Umbria l’eco degli strascichi dell’inchiesta sull’affidamento degli appalti da parte delle aziende del gruppo Finmeccanica, la holding italiana più importante che opera nel settore della difesa e nell’aerospazio. Il filone è quello che vede coinvolti due manager di caratura nazionale come Pio Piccini e Vincenzo Morichini, entrambi legati a vario titolo all’Umbria.
Il ruolo di Pio Piccini Il primo, Pio Piccini, nato a Salsepolcro ma ternano di adozione, è stato fin dagli anni Ottanta un imprenditore impegnato nel settore dell’information technology. Piccini viene arrestato lo scorso anno nell’ambito dell’inchiesta sul crac Eutelia (per il quale patteggerà la pena per bancarotta fraudolenta) e, secondo quanto riportato sabato dal Corriere della Sera, nel settembre scorso dichiarò al pm Paolo Ielo che anche il Pd e la Fondazione ItalianiEuropei avrebbero ricevuto fondi per un «patto illecito». Il triangolo disegnato davanti al pm legherebbe Vincenzo Morichini, alla Fondazione Italiani europei, dell’amico storico Massimo D’Alema (Fondazione che riceverà dalla stessa società di Piccini una somma complessiva di 30 mila euro regolarmente iscritta a bilancio) e il gruppo Finnemeccanica, che sigla un accordo quadro con lo stesso Piccini per il business delle intercettazioni telefoniche per conto del ministero della Giustizia, peraltro mai concretizzato.
Vicenzo Morichini Vicenzo Morichini, 66 anni, folignate, ex amministratore delle agenzie del gruppo Ina Assitalia sarebbe dunque l’uomo che, secondo la ricostruzione, avrebbe introdotto lo stesso Piccini, con un’intensa attività di lobby, nelle regioni governate dal Pd ed in particolare in Umbria alla ricerca di appalti. In questa fattispecie viene tirato in ballo l’attuale amministratore di Arusia, il tifernate Adolfo Orsini, che su indicazione di Morichini avrebbe procurato al faccendiere ternano vari incontri con amministratori del settore della sanità Umbra e uno con la presidente della Regione.
Monta la polemica Dall’Umbria sono state prontamente rispedite al mittente le accuse di qualsivoglia coinvolgimento istituzionale anche se la polemica politica non tarda a montare. In particolare il deputato del Pdl Pietro Laffranco punta il dito sulla ritardata nomina dell’assessore alla Sanità da parte della Marini cercando di ingenerare ulteriori sospetti. Ma altrettanto pronto è stato l’intervento del segretario Pd Pier Luigi Bersani che ha bollato la vicenda come «una storia costruita sul nulla – e aggiunge – la magistratura può fare tranquillamente il suo lavoro perché noi siamo sereni». Certo è che dopo i guai pugliesi del suo compagno di regate Massimo De Santis, il presidente del Copasir Massimo D’Alema si ritrova una seconda volta impigliato in una vicenda imbarazzante per colpa dell’altro socio dell’avventura velica dell’Ikarus, Vincenzo Morichini. L’Ikarus, dunque non porta certo fortuna. Sarà questo il motivo per il quale hanno scelto di liberarsene?


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