Finanziere condannato dalla Corte dei Conti a risarcire lo Stato per il danno da tangente quantificato in 75 mila euro, pari cioè «all’ammontare delle somme che il militare avrebbe illecitamente ricevuto dagli imprenditori da lui sottoposti a verifica fiscale». A riportare la notizia è il Corriere dell’Umbria.

Finanziere condannato dalla Corte dei Conti La sentenza 74 del 2021 è stata depositata il 17 agosto dal collegio (presidente Piero Carlo Floreani a latere Rosalba Di Giulio e Marco Scognamiglio) che ha accolto le richieste del sostituto procuratore generale Enrico Amante. Il finanziere Giuseppe Martucci è finito al centro di un procedimento penale per concussione ed è stato destinatario di una richiesta di rinvio per giudizio per «quattro distinti episodi, con riferimento a ognuno dei quali il luogotenente, nell’ambito di ispezioni fiscali, avrebbe proferito minacce di gravi conseguenze di natura tributaria e penale in relazione all’attività di verifica, chiedendo il versamento di corrispettivi affinché l’ispezione si potesse concludere senza ulteriori contestazioni o estensioni».

La difesa I difensori di Martucci, gli avvocati Francesco Falcinelli e Nicola Pepe, hanno sollevato una serie di eccezioni chiedendo, tra le altre, «la sospensione del giudizio in attesa della decisione della pronuncia del tribunale di Perugia», ma anche la «dichiarazione di prescrizione della pretesa erariale, ossia i 75 mila euro, poiché i fatti risalgono uno al 2003 e gli altri tre al 2010, mentre l’invito a dedurre della Corte dei Conti è stato notificato ai difensori di Martucci nel settembre del 2020». Il collegio, però, ha respinto la prima e bollato come infondata la seconda.

La sentenza Nel merito della ricostruzione della procura contabile, i giudici hanno considerato che con la «documentazione disponibile risulta comprovata – è scritto in sentenza – l’effettiva percezione da parte del Martucci delle somme richieste agli imprenditori soggetti a ispezione fiscale». In particolare, «la circostanza – va a avanti il collegio – appare confermata da numerose testimonianze, nonché dall’analisi dei flussi bancari intestati al Martucci». Ergo: «Il collegio – si legge nella sentenza 74 – ritiene che la domanda della Procura regionale debba essere accolta, rappresentando il comportamento del dipendente infedele consapevolmente attuato per fini egoistici, in assoluto spregio dei doveri inerenti alla funzione». Nei giorni scorsi, invece, la Corte dei Conti aveva assolto lo stesso Martucci escludendo il danno da disservizio, quantificato dalla procura regionale in circa 4.500 euro, a seguito di una tentata concussione per cui era già stato condannato in campo penale.

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