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lunedì 6 febbraio - Aggiornato alle 23:08

Fils, Mismetti e Mattioli condannati a un anno e quattro mesi

In primo grado regge l’accusa di bancarotta all’ex sindaco ed ex amministratore. Si va in appello

La sede della Fils

di Chiara Fabrizi

Per la vicenda della Fils di Foligno condannati a un anno e quattro mesi (pena sospesa) sia l’ex sindaco Nando Mismetti che l’ex amministratore della società pubblica Stefano Mattioli. Ha retto in primo grado l’accusa di bancarotta semplice e preferenziale in concorso che il sostituto procuratore di Spoleto, Vincenzo Ferrigno, ha formulato a carico dei due imputati, difesi in aula dagli avvocati Maurizio Salari, Luciano Ghirga e Valeriano Tascini.

Fils, Mismetti e Mattioli condannati Sì, perché il giudice Federica Fortunati, martedì pomeriggio, ha accolto in toto le richieste dell’accusa che, al termine della requisitoria del rito abbreviato, aveva sollecitato proprio una pena di un anno e quattro mesi per entrambi. Per leggere le motivazioni della sentenza occorrerà attendere 90 giorni, mentre sono note le accuse a carico di Mismetti e Mattioli. In particolare, la contestazione di bancarotta preferenziale deriva dall’avvenuto pagamento delle indennità, tra il 2014 e il 2018, in favore dell’ex amministratore unico e poi liquidatore della Fils, ovvero Mattioli, con versamenti che secondo la Procura di Spoleto hanno di fatto leso la par condicio creditorum. L’accusa di bancarotta semplice, invece, è incardinata sul quella che l’accusa e il giudice considerano una ritardata richiesta di fallimento della società partecipata al 100 per cento del Comune di Foligno, che avrebbe prodotto un aggravamento del dissesto. L’avvocato di Mismetti, contattato da Umbria24, ha annunciato ricorso in appello: «Siamo conviti – ha detto Salari – che le contestazioni siano del tutto infondate e l’ex sindaco di Foligno è certo della piena legittimità del proprio operato».

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