Verrebbe da dire, per fortuna che, nella tavole della famiglia, ha ancora un ruolo centrale la sensibilità femminile. Significa garantirsi una naturale affinità con i temi del benessere, della salubrità e genuinità dei prodotti, ma anche una sensibilità verso l’ambiente. In generale il significato dell’avere cura, dei propri cari, dell’ambiente di casa, come quello appena fuori, ma anche della fattoria, dell’impresa agricola, del foraggio e del nutrimento degli animali, continua a essere centrale, fondamentale o fortemente caratterizzato dal protagonismo femminile. E’ quanto emerge dalla tavola rotonda organizzata da Coldiretti in occasione dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, al mercato contadino di Madonna alta di Perugia per parlare di salute e prevenzione a tavola e del ruolo delle donne nell’imprenditoria agricola.
Imprenditoria agricola e famiglia L’evento ha voluto celebrare sia l’imprenditoria agricola femminile sia chi, con un gesto quotidiano come quello della spesa, sceglie quali prodotti portare sulla propria tavola, facendosi promotore di sostenibilità e benessere. Come ha ricordato Francesca Rogai, il ruolo di amministrazione della vita domestica, e quindi anche della gestione dei pasti, è ancora per la maggior parte delle famiglie, compito della donna. Per questo, scegliere di comprare cibo a chilometro zero e prodotto con tutte le attenzioni necessarie, è una decisione che spesso spetta alle donne. Come nel caso di Rogai, è anche alle donne che, a volte, spetta prendere quelle decisioni che poi ricadranno nelle tavole dei consumatori, come, per esempio, l’alimentazione degli animali che poi producono ciò che mangiamo. Dal momento che «la prevenzione parte dalla spesa», come ha affermato Scarcella, è importante fare scelte alimentari che siano in armonia con la propria fisiologia. «Quelli delle donne sono corpi dinamici – spiega la biologa – che cambiano ogni mese e di anno in anno, per via degli ormoni. Dato il rischio cardiovascolare maggiore a cui le donne sono soggette, non possiamo prescindere dal connubio tra salute e alimentazione».
Il “femminismo contadino” Tra le donne che si occupano di imprenditoria agricola, ci sono le attrici di un nuovo “femminismo contadino”, che unisce al lavoro della terra, il valore dell’accoglienza. Il “femminismo contadino” trova il suo equilibrio tra tradizione e innovazione, grazie alla multifunzionalità, alla capacità di adattamento che contraddistingue molte donne e al legame con la cultura e i saperi locali. Come ha riferito l’assessore Cicchi, parlando del ruolo delle donne nella scelta dell’alimentazione domestica, il «cibo è una memoria che le donne perpetrano». Esempio ne è l’azienda di Elena Tortoioli, dove la maggior parte dei lavoratori sono donne. Il desiderio dell’azienda di Tortoioli è quello di non dover scegliere tra famiglia e lavoro, proprio per questo ha voluto arricchire la sua impresa con il progetto di una fattoria didattica, per trasmettere un modello di educazione alimentare e ambientale ai più piccoli. Come ha spiegato l’imprenditrice, un suo ulteriore obiettivo è quello di «destagionalizzare il lavoro, ripartendo dalle famiglie, per portare avanti quella simbiosi tra lavoro e vita domestica sia nei confronti delle sue lavoratrici che verso i clienti». Elena Tortoioli, che è lo chef della sua impresa, propone, infatti, quelle che lei ha definito «ricette da corredo», cioè quei piatti della tradizione che sono facilmente tramandabili e che seguono la stagionalità delle materie prime.
I dati sull’impiego Il presidente Farchioni ha presentato i dati relativi all’occupazione femminile nel mondo dell’agricoltura. In Italia oltre 500 mila aziende sono dirette da donne e vengono impiegate nel mondo dell’agricoltura circa 240 mila donne, il 4% del totale delle donne impiegate nel nostro paese. La maggior parte delle donne occupate in questo campo si trova al centro-sud e il 47% del totale ha un lavoro indipendente, gestisce, quindi, la propria azienda. Il trend negli ultimi dieci anni ha visto un andamento positivo rispetto all’ambito agricolo, con un aumento dell’impiego pari al 3%. Il 2 marzo, inoltre, è stata approvata una legge che regola gli alimenti e il mondo biologico e che punta, entro il 2050, alla neutralità climatica, ovvero a una transizione verso un sistema ecologico finalizzato a una migliore qualità di vita. È nato, quindi, un marchio nazionale trasversale a tutte le categorie che permetterà di razionalizzare i vari distretti del biologico, che, per necessità, devono essere sostenibili e avanzati in fatto di tecnologia. Il 3% del Pnrr, infatti, sarà destinato allo sviluppo, nel mondo agricolo, del biologico.
Le modalità dell’evento Sono stati ospiti, durante la tavola, l’assessore alle pari opportunità di Perugia, Edi Cicchi, l’imprenditrice e responsabile Coldiretti Donne impresa Perugia, Francesca Rogari, la presidente Terranostra Umbria, Elena Tortoioli, la biologa nutrizionista della Fondazione Ant, Deborah Scarcella, e il presidente Coldiretti Perugia, Giampaolo Farchioni. Presente all’evento anche la “cuoca contadina” Maria Zappelli, che ha tenuto una sessione di live cooking in cui ha dimostrato ai presenti come preparare un piatto semplice e di stagione, come ceci e cavolo verza. All’ingresso della struttura del mercato contadino si è tenuto anche un banchetto per la raccolta di generi alimentari destinati ai civili in Ucraina.
