di Marta Rosati

Mark Samson parla in aula, davanti alla corte d’assise del Tribunale di Roma (Terza sezione). Restano punti oscuri sull’atroce delitto compiuto dal 24enne che, poco meno di un anno fa, ha ucciso a coltellate l’ex fidanzata, per poi chiuderla in una valigia e gettare il corpo in un dirupo. Controllava da giorni le conversazioni della ragazza su Instagram, Tinder, poi Whatsapp. Lei aveva chiesto da tempo una pausa, ma lui non smetteva di starle addosso.

Ilaria aveva chiarito che non avrebbe voluto più vederlo, almeno per un po’. Gli aveva detto di voler incontrare altre persone e lui non riusciva a sopportarlo. Ad alcuni amici aveva scritto: «Andrò in prigione, non me ne frega un c…. Lei è solo mia. La metto nell’angolino. Se fa la brava ok, la riporto a casa. Ma se mi dice cazzate la affogo nell’acquario». A nessuno però Samson aveva detto che avrebbe incontrato Ilaria il 25 marzo. La goovane non era solita spostarsi di sera ma Mark l’aveva convinta a raggiungerlo a casa sua alle 22.30. Lei, è emerso dalle parole dell’imputato, si presentò con un borsone: all’interno il cuscino che lui utilizzava a casa della ragazza, l’anello di fidanzamento e alcuni vestiti che aveva lasciato nell’abitazione della studentessa. Lì aveva trascorso il pomeriggio a spiare le chat di Ilaria dal computer personale della 21enne, chiedendo alle coinquiline di mantenere massimo riserbo. Secondo le testimonianze raccolte da Umbria24 in tribunale, Mark era sereno, come sempre appariva; «uno che non perdeva mai le staffe» ma anche «che ha mentito su tutta la sua vita. Riferiva di essere iscritto a due corsi di laurea, aveva raccontato che suo padre era proprietario di una palestra. Si è presentato con noi a fare la denuncia di scomparsa di Ilaria; noi eravamo sconvolti e trasandati, lui si è presentato tutto ben vestito e profumato. Troppo tranquillo».

Rispondendo alle domande dell’avvocato Giuseppe Sforza che rappresenta i familiari, parte civile, Samson rivela di aver accoltellato Ilaria quando era già caduta a terra: «L’ho pugnalata con la mano sinistra. Non so se era cosciente, si è mossa un po’ e ha emesso un suono come se fosse spaventata. Poi sono uscito dalla stanza e ho chiamato mamma. Le ho detto ‘Ho fatto una cosa brutta’. Quando si è affacciata oltre la porta della camera da letto e ha visto il corpo di Ilaria è svenuta quindi l’ho portata in camera sua, non riusciva a stare in piedi. Mi ha proposto di chiamare i soccorsi, di avvertire papà, ma ho detto di no. Ho toccato la caviglia destra di Ilaria ed era già fredda. Allora ho chiesto a mamma una valigia grande, dei sacchi della spazzatura e materiale per pulire. Per questi ultimi mamma è uscita di casa ma c’era già tutto nell’abitazione. Mamma è passata in chiesa in realtà quella mattina».

Samson, sotto esame, ripercorre passo passo quello che definisce ‘l’impacchettamento’ del cadavere. Il peso, un ginocchio fuori dalla zip, quindi il carico nel bagagliaio, assieme al sacco con tutto il materiale utilizzato e un cambio di vestiti per sé: «Sono partito senza una destinazione ben precisa. Mi sono cambiato in macchina a monte Guadagnolo». «Diceva a molti che Ilaria era una put.., una tr… Era questo per lei Ilaria?» chiede l’avvocato della famiglia Sula. «No» l’imputato. «Perché l’ha uccisa? – l’ultima domanda dell’avvocato Sforza -. Lui: «È terribile quello che ho fatto, non riuscirò mai a perdonarmi ma non ero in me quella mattina».

Alle domande del Pm sul fatto di sangue risponde: «Non so spiegare cosa mi è preso. Le ho strappato il telefono di mano, ho letto altre chat. Mi è calato un velo agli occhi, ero un misto di emozioni negative. Non so quante volte l’ho colpita al volto coi pugni». Al compagno di cella poi, emerge dai documenti prodotti dalla Procura, avrebbe raccontato: «L’ho accoltellata per non far sentire le sue grida d’aiuto». I genitori della ragazza, sempre più addolorati e provati dal lungo processo, in una frase sintetizzano la loro richiesta di giustizia: «Il silenzio di Ilaria è la nostra voce».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.