I militari della Gdf al lavoro (foto archivio U24)

Hanno sede anche in Umbria le aziende edili finite nel mirino della guardia di finanza di Caserta, impegnata lunedì in un’operazione, condotta con le direzioni distrettuali antimafia di Napoli e di Firenze, che ha portato all’esecuzione di 34 ordinanze di misure cautelari (di cui 10 di custodia in carcere, 7 di arresti domiciliari e 17 dell’obbligo di dimora), nonché sequestri preventivi di beni nella disponibilità degli indagati, per un valore di circa 35 milioni di euro, tra beni immobili, autoveicoli di lusso (una Ferrari, una Porsche Cayenne e due Range Rover), rapporti finanziari e quote societarie. Secondo quanto ricostruito dai militari queste persone sono accusate di aver «costituito e/o di appartenere a due distinte associazioni criminali, con basi logistiche nell’Agro Aversano, specializzate nella sistematica emissione di fatture per operazioni inesistenti relative alla fornitura di materiale edile».

L’indagine In più si parla di riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego in attività economiche dei «connessi e cospicui proventi illeciti derivanti dall’attività criminale», utilizzando a tale scopo un gruppo di società “cartiere” intestate a compiacenti prestanome e altre società create al solo scopo di far circolare e riciclare i relativi flussi finanziari. Sei in particolare le “cartiere” individuate dalla Gdf, con sede a Roma e nelle province di Lucca e Caserta, che tra il 2009 e il 2016 secondo il gip avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti per oltre 100 milioni di euro, a favore di 643 imprese beneficiarie della frode ed effettivamente operanti nel settore edile nell’intero territorio nazionale, prevalentemente in Campania ma anche nelle Marche, in Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Umbria.

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