di Ma. Gi. Pen.

Sono state due studentesse, una delle quali minorenne, ad appendere il fantoccio con il volto del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, a testa in giù davanti a Palazzo Spada sabato sera. Le due giovanissime, estranee da quanto risulta al momento al mondo della politica, sono state inchiodate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. «Sono state istigate dalla piazza di sabato mattina», le prime dichiarazioni del sindaco della città a Umbria24.

Fantoccio di Bandecchi a testa in giù: chiuso il cerchio Le indagini della Digos, coordinate da Marco Colurci, erano scattate sabato sera dopo il ritrovamento della sagoma da parte di due assessori della giunta Bandecchi. Sul posto si erano portate le forze dell’ordine. Il fantoccio era stato quindi sequestrato ed erano scattati gli accertamenti per risalire agli autori del fatto con le forze dell’ordine che a meno di 48 ore dal gesto, hanno chiuso il cerchio. La posizione delle due ragazze ora è in mano agli inquirenti. 

Il sindaco: «Colpa della piazza» Secondo quanto apprende Umbria24, un genitore di una delle due ragazze si sarebbe già scusato con il sindaco tramite una lettera; della lettera però il primo cittadino di Terni, al momento, spiega di non avere contezza: «La colpa non è tanto delle ragazze, quanto di tutti quei politici che sono andati in piazza dove c’era un cartello con scritto ‘Leggi meglio a testa in giù?’, quella è stata l’inizio della fine – dichiara Bandecchi a Umbria24 -. Il punto chiave è: chi le ha istigate? La folla, la massa. Non voglio le scuse, quello che mi fa schifo sono i sindaci che erano in piazza contro di me. E’ grave questa cosa, istituzionalmente. Io non avrei mai sfilato in presenza di quel cartello. La sinistra si deve dare una grossa calmata e Fratelli d’Italia a Terni deve iniziare a stare muto. Io comunque cammino sempre sereno». 

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