La bonifica del compost della Pro Ruscio

di C.F.
Twitter @chilodice

Da tre anni raccoglievano gli sfalci d’erba derivanti dalla manutenzione del parco sul fiume Corno per ricavarne compost che poi i bimbi, sia residenti che villeggianti, sistemavano intorno agli oltre 200 arbusti piantati negli ultimi dieci anni lungo la passeggiata fluviale.

Indagine dei carabinieri e ordinanza del sindaco Ma l’iniziativa della Pro loco di Ruscio, frazione di Monteleone di Spoleto, si è conclusa con un’indagine dei carabinieri che nell’ambito di alcuni controlli del territorio avrebbero rilevato l’abbandono di rifiuti speciali non pericolosi, reato di cui dovrà rispondere il presidente dell’associazione e il proprietario del terreno, che aveva concesso l’area, considerata la finalità, al canone simbolico di un euro all’anno. Da qui l’ordinanza del sindaco Marisa Angelini che ha intimato il ripristino dello stato dei luoghi, a cui l’associazione ha già ottemperato attraverso la bonifica dell’area e il conferimento in una discarica di Roma di circa 25 metri cubi (un camioncino) di terriccio ottenuto dallo sfalcio dell’erba.

«Agito per il bene di Ruscio e della comunità» Tuttavia sono numerose le perplessità espresse dal consiglio direttivo della Pro Ruscio, che tra l’altro ha preso atto delle dimissioni dalla carica di segretario di Francesco Peroni, promotore dell’iniziativa Ruscio più verde: «Anche in questa situazione particolarmente critica e triste – si legge in una nota dell’associazione – riteniamo di aver sempre svolto la nostra opera a favore Ruscio e di quanti ci vivono o trascorrono periodi di ferie, nel pieno rispetto della legalità, riconoscendola quale fondamentale presupposto della vita di una Comunità».

Il progetto Ruscio più verde E poi: «La raccolta in un cumulo degli sfalci dell’erba tagliata proveniente dal parco del fiume Corno, è stata effettuata al solo fine di produrre compost per arricchire il terreno intorno agli alberi piantati dai bambini di Ruscio: non ritenevamo allora e continuiamo a non ritenere, come del resto anche tanti soci, amici e sostenitori, che in questi giorni ci hanno inviato messaggi di solidarietà, che tale attività, considerata universalmente una buona norma di fertilizzazione e pacciamatura dei terreni, potesse configurare un così grave reato».

Ricorso al Tar Ma i dubbi restano, a cominciare dallo smaltimento degli sfalci d’erba o della potatura che dalla Pro Ruscio spiegano non verrebbe ritirata dal gestore dell’igiene urbana, la Vus, tanto che sarebbe necessario percorrere 24 chilometri e raggiungere quindi Cascia per liberarsi delle materie organiche. Il presidente onorario dell’associazione, Renato Peroni, fa anche sapere che la vicenda è destinata ad avere ulteriori sviluppi, con i provvedimenti amministrativi notificati che finiranno al centro di un ricorso alla giustizia amministrativa.

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