di Francesca Marruco
E’ stato rinviato a giudizio per aver falsificato una sentenza del Tribunale dei Minorenni di Perugia. Si tratta di un avvocato di Umbertide, Matteo Palazzoli che aveva ammesso le sue responsabilità davanti al pubblico ministero Giuliano Mignini. Adesso il gup Luca Semeraro lo ha rinviato a giudizio e ha fissato il processo per la fine di febbraio del prossimo anno.
Le accuse L’avvocato, difeso dal collega Claudio Cimato, è imputato in particolare di usurpazione di funzione pubblica, falso, contraffazione di pubblici sigilli, perché, recita il capo d’imputazione «con una sola azione, formava un falso provvedimento apparentemente emesso dal Tribunale dei Minorenni di Perugia in data 3.11.2008, usurpando così le funzioni dello steso tribunale e contraffaceva in tal modo anche il sigillo della Repubblica Italiana». La falsa sentenza poi l’ha anche consegnata alla sua cliente che con quell’atto ha reclamato l’affidamento del figlio.
Il sospetto Le indagini avevano poi appurato che la donna non sapeva della falsificazione della sentenza. E’ stato invece l’ex marito, con cui era in corso un procedimento ad avere qualche sospetto. Quella sentenza infatti era arrivata mentre il procedimento al tribunale dei minori era ancora in corso. Ed era stato proprio lui a scrivere anche un esposto all’ordine degli avvocati di Perugia, raccontando loro quella che lui aveva definito una «particolarissima vicenda». Quando non era neanche sicuro se la sentenza l’avesse falsificata l’ex moglie o il suo avvocato. O entrambi.
L’avvocato I primi sospetti sulla veridicità dell’atto l’uomo li aveva rivelati al suo avvocato, Luca Gentili, già legale di Roberto Spaccino e di Antonio Leandri, che adesso lo rappresenta in udienza come parte civile. Ed era stato sempre lui a suggerire che forse quel documento era un falso. «L’ho fatta vedere al mio avvocato – scriveva l’uomo nel suo esposto all’ordine degli avvocati – il quale mi ha detto che a suo avviso il documento era falso. Quando siamo andati dinanzi al Tribunale dei Minorenni – racconta ancora – ho saputo che la mia ex compagna aveva dichiarato che quella sentenza gliel’aveva data il suo avvocato e non sapeva assolutamente che era falsa. Ritengo questa cosa assurda e chiedo che il Vostro Ordine eserciti un controllo sull’avvocato per verificare se quello che afferma la mia ex compagna sia o meno vero anche se sono convito che quella sia la verità».
La confessione L’ammissione dell’avvocato radiato Da parte sua, l’avvocato radiato che ora verrà processato, durante l’interrogatorio in cui aveva confessato di aver falsificato la sentenza aveva anche precisato dicendo: «a tale riguardo vorrei precisare che questo provvedimento non è mai stato utilizzato in nessuna sede, né giudiziaria né stragiudiziaria, e da quello che mi consta – aveva concluso- è stata sottratta alla mia cliente».

