«Il contenuto dei messaggi inviati al figlio Lorenzo e i comportamenti tenuti da Andrea Fiorelli nell’ultimo periodo, denotano un quadro clinico fortemente compromesso, evidenziando convinzioni non corrispondenti alla realtà». Lo fanno sapere i legali difensore del figlio, Lorenzo, Francesco Donzelli e Marco Ravasio. Dalle loro dichiarazioni emergono così nuovi particolari sul giallo di Prisciano, in attesa della conclusione delle indagini.

Giallo Prisciano Secondo quanto riferiscono i due avvocati, l’ex finanziere trovato morto sgozzato nella sua auto, avrebbe voluto attivare per il proprio anziano padre un amministratore di sostegno e intendeva procedere a un proprio ricovero psichiatrico finalizzato ad avviare la propria interdizione personale. Poi, nei giorni del 19 e del 21 agosto 2025 (la morte risale al 22), l’uomo avrebbe trasmesso al figlio Lorenzo cinque messaggi nei quali avrebbe espresso esplicitamente la volontà di porre fine alla propria vita.

Voleva il ricovero Gli avvocati del figlio riferiscono che «Lorenzo, in tutte le occasioni, ha tentato più volte di farlo desistere, anche fornendogli i contatti di assistenza psicologica e psichiatrica reperiti tramite ricerca su internet». C’è di più. Dal racconto dei due avvocati emerge che l’ex finanziere era sicuro di essere «seguito, filmato e insultato da persone sconosciute, ragazzi e medici, fotografato in strada con telecamere e treppiedi, seguito da impianti di videosorveglianza ed inserito arbitrariamente in piattaforme social. Sosteneva di essere oggetto di una sorta di ‘grande fratello cinese’ da parte di più persone, facendo – in modo non comprensibile – riferimento ad impronte digitali carpite e ad una carta di identità. Circostanze – commentano i legali, anche se spetta agli inquirenti accertare i fatti – che testimoniano una condizione psicologica di profonda alterazione». Tutti questi messaggi sarebbero stati messi immediatamente a disposizione dei carabinieri.

Ex finanziere trovato morto Nel passato del 24enne pesa quella scritta sul muro di casa ‘Sei morto’. Secondo quanto riferiscono i legali risale ad aprile 2025 ed è frutto di un episodio isolato successivamente superato – da quel momento infatti non vi sarebbero state più liti fra padre e figlio – e quindi non potrebbe essere in alcun modo collegato alla morte di Andrea Fiorelli, essendo stato il suicidio da lui preannunciato in più occasioni nell’imminenza del fatto. «È opportuno ricordare che Lorenzo Fiorelli – aggiungono – non ha mai attribuito sospetti o responsabilità alla sorella Giorgia, nonostante i toni estremi da quest’ultima utilizzati in un messaggio inviato al fratello Lorenzo il 18 agosto 2025, nel quale Giorgia giurava che se i genitori avessero provato ancora a prendere il telefono per fare chiamate improprie al 112, lei li avrebbe ‘ammazzati come cani’. È chiaro – commentano – che il predetto messaggio va contestualizzato nel clima familiare difficile e non può essere letto quale proposito criminoso. Lorenzo Fiorelli – puntualizzano Donzelli e Ravasio – è persona offesa nel procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Terni – non è più disposto a tollerare attacchi, offese, calunnie e illazioni di alcun genere e da parte di chicchessia».

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