
di Daniele Bovi
Centri estetici, autotrasportatori, agenzie immobiliari, società finanziarie, commercianti all’ingrosso e al dettaglio, ditte edili: nel mare magno dell’evasione sono complessivamente 58 gli evasori totali finiti nei primi quattro mesi del 2012 nella rete della guardia di finanza dell’Umbria. Novanta i milioni di euro tra ricavi e Iva nascosti alle patrie casse. L’offensiva delle fiamme gialle è in pieno svolgimento tanto che, in tutta la giornata di venerdì, il comando di Perugia ha schierato 36 pattuglie per un totale di 74 uomini (anche in borghese) impegnati in controlli in tutta la provincia. L’operazione ha riguardato diverse aree di Perugia, il suo hinterland e i maggiori centri della provincia.
I controlli L’operazione ha interessato da una parte, con i militari in divisa, il contrasto dell’abusivismo commerciale e della vendita di merci contraffatte. Dall’altra gli uomini in borghese invece si sono occupati della regolare emissione di scontrini fiscali, in linea con i blitz dei mesi scorsi che hanno riguardato note mete turistiche italiane. Oltre a Perugia l’operazione si sta svolgendo a Foligno, Spoleto, Todi, Città di Castello, Gubbio, Assisi, Città della Pieve e Castiglione del Lago. Un piano, spiega la finanza, che oltre all’acquisizione di dati freschi sul fenomeno evasione, mira anche alla tutela degli esercenti onesti, penalizzati dalla concorrenza sleale.
TUTTI I RISULTATI DEI CONTROLLI
Il consuntivo Il consuntivo dei primi quattro mesi del 2012 invece parla di nove denunce per omessa dichiarazione dei redditi, sette per occultamento o distruzione della contabilità, 64 milioni di ricavi nascosti e 16 milioni di Iva dovuta non versata. Numeri che raccontano di un vero e proprio boom. Nello stesso periodo del 2011 infatti, sebbene il numero di evasori totali fosse più alto (33), gli omessi ricavi erano quasi la metà, ovvero 33 milioni, mentre l’Iva non versata ammontava a 3 milioni. Nel 2012 l’evasione maggiore ha riguardato il commercio all’ingrosso e al dettaglio (16%), costruzioni edili (19%), attività manifatturiere (7%), attività professionali, scientifiche e tecniche (16%) e servizi di informazione e comunicazione (10%).
I casi Tra i casi più eclatanti quello di una società di commercio all’ingrosso di animali vivi nonché di una società cooperativa di logistica e trasporti che utilizzava alcuni lavoratori irregolari. Ventisette invece gli evasori totali scoperti in provincia di Terni per un totale di 10 milioni di ricavi occultati. In un caso un’agenzia immobiliare ha venduto un terreno per una cifra superiore di 2,3 milioni rispetto a quanto dichiarato nell’atto di vendita: il tutto senza presentare dichiarazione dei redditi e così via. Nella rete dei finazieri anche due centri estetici che hanno nascosto ricavi e Iva per 330 mila euro. In più i militari del comando provinciale hanno individuato una ditta di autotrasporti e un ottico che si sono «dimenticati» di dichiarare complessivamente 750 mila euro. L’ultimo caso, quello più eclatante, ha interessato un manovale che svolgeva lavori in nero di fronte alla sede della guardia di finanza. Un piccolo imprenditore che non presentava dichiarazioni fiscali da cinque anni nascondendo così 185 mila euro tra ricavi e Iva.
