guardia di finanza al lavoro (Foto archivio)

di Maurizio Troccoli

Il sistema è lo stesso che i finanzieri riscontrano in molti settori del commercio e dell’imprenditoria, ma questa volta a fare una certa impressione è il meccanismo che sarebbe stato creato per sottrarre soldi allo Stato nel mondo della Ricerca.

Il meccanismo Metti insieme una grande società impiegata nella ricerca ingegneristica del settore Civile a due altre ditte create per fatturare lavori mai eseguiti così da determinare per l’azienda madre finti costi sui quali detrarre Iva, ed ecco svelato il meccanismo che vale, secondo una prima tima della guardia di finanza almeno 2milioni di euro.

Le indagini scaturiscono da una verifica di natura fiscale – scrivono i finanzieri – eseguita nei confronti di una società che si occupa di ingegneria civile e di due ditte individuali, operanti nel settore meccanico, con sede nella provincia perugina e nel territorio aretino. I finanzieri parlando di aziende fantasma, ovvero di imprese realizzata all’ esclusivo scopo di emettere fatture per prestazioni mai eseguite. Quindi aziende che esistevano solo formalmente e certificavano prestazioni nel campo dell’alta ingegneria, al solo scopo di creare costi inesistenti che davano l’opportunità di attivare detrazioni «indebite», scrivono le fiamme gialle perugine.

Le cifre Ammontano quindi a 2 milioni di euro le fatture emesse per costi inesistenti, per una corrispondente deduzioni dei costi dello stesso importo, come per la violazione dell’Irap ed infine una violazione dell’Iva per circa 370mila euro. Il presunto responsabile dell’evasione è stato denunciato dalla guardia di Finanza per l’utilizzo di false fatture. Per lui è scattata anche «la segnalazione all’agenzia delle Entrate per richiedere le misure preventive a tutela del credito che vanterebbe lo stato nei confronti dell’accusato, mediante la segnalazione di proprietà immobiliari ed immobiliari, il cui valore risulta superiore ai 300mila euro», rendono noto ancora i finanzieri.

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