Sembrano non finire i guai a Perugia per El Maaroufi Mahdi, tunisino di 35 anni, scovato nel pomeriggio di giovedì scorso dalla polizia in uno squallido appartamento di Elce, dove si nascondeva.
I particolari Gli uomini della squadra Mobile – sezione “Criminalità diffusa”, diretti da Marco Chiacchiera e coordinati da Piero Corona, due giorni fa hanno fatto irruzione nell’abitazione occupata dal pregiudicato e, accertata la sua posizione di irregolarità sul territorio nazionale, il suo rientro in Italia dopo essere stato espulso per ben 6 volte, l’hanno arrestato in flagranza di reato.
I risvolti Portato davanti al giudice, ieri mattina, dopo la convalida dell’arresto, il tunisino è stato scarcerato per la successiva espulsione (la settima), ma a questo punto per lui si sono riaperte le porte delle celle, questa volta non della questura, ma di Capanne. E’ stato riaccompagnato presso gli uffici della squadra Mobile, dove è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per la rapina ed il tentato omicidio ai danni di uno suo connazionale, trovato in fin di vita all’alba dello scorso mercoledì in via Gallenga.
L’aggressione E’ un tunisino, anch’egli ben noto alla squadra Mobile per i suoi trascorsi nell’ambito della spaccio di droga, era stato notato da un passante ed immediatamente portato in ospedale: era stato pestato con estrema violenza, evidentemente con calci e pugni da tutte le parti e, per finire, sfregiato sul volto con un’arma da taglio. Attualmente, è ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale di Perugia. Nel corso del pestaggio, che è stato eseguito dall’arrestato più altri due complici da identificare, la vittima è stata anche rapinata dei propri effetti personali: il cellulare, le chiavi di casa e del denaro.
Gli approfondimenti Immediate le indagini e la ricostruzione degli investigatori, che li ha condotti dritti dritti all’Elce, dove hanno potuto riscontrare che l’aggressore, barricato in casa da giorni, dalla quale era uscito solo all’alba del 22 per eseguire il pestaggio, in realtà non si nascondeva dalle forze dell’ordine in quanto irregolare, ma perché immaginava di essere stato scoperto.
La ricostruzione L’indagine è stata particolarmente complessa perché non vi sono immagini che abbiano ripreso l’aggressione, né è stato facile escutere la vittima, adesso fuori pericolo di vita ma quasi impossibilitato a comunicare date le sue gravi condizioni di salute: indispensabile è stata, invece, la profonda conoscenza che gli uomini della squadra Mobile hanno ed alimentano costantemente sul mondo dei magrebini a Perugia.
Il motivo dell’aggressione Sono in corso approfondimenti investigativi ma ciò che è certo, senza entrare nel merito, è che si sia trattato di un regolamento di conti per ovvie questioni di droga e relativi debiti. Il tunisino fermato, è attualmente a Capanne a disposizione del pm di turno Pucci.
