di C.F.
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«La Regione ha già inviato i conteggi delle somme risarcitorie, ma risultano difformi dalla sentenza dei giudici, per cui la battaglia legale non si avvia alla chiusura come ha affermato in consiglio regionale l’assessore Silvano Rometti, bensì prosegue col giudizio di ottemperanza che approderà il 22 ottobre di fronte al Tar dell’Umbria».
Parte lesa Non si fa attendere la reazione di Maria Costici, erede delle proprietà su cui è stata realizzata la discarica di Sant’Orsola (Spoleto), ma soprattutto protagonista di una ventennale battaglia giudiziaria che nel 2013 con la sentenza del Consiglio di Stato che ha giudicato l’esproprio e la relativa occupazione degli appezzamenti illegittima, condannando la Regione.
«Conteggi infondati» La cittadina in una nota mette in chiaro: «L’assessore Rometti non ha spiegato all’assemblea che con determina dirigenziale del 13 dicembre 2013, l’Ente ha già da tempo inviato agli eredi un conteggio offrendo 649 euro, che si aggiungono ai 215.818, 67 euro versati nell’aprile 2007, a fronte però di un risarcimento che il Tar ha quantificato fino a un massimo di due milioni di euro». In buona sostanza i conteggi sarebbero già pronti da sei mesi e vengono giudicati dalle parti lese «totalmente infondati».
La battaglia legale prosegue In ogni caso gli eredi sono determinati a farsi riconoscere i danni non solo per l’esproprio, ma anche per l’occupazione illegittima. In attesa dell’ultimo atto della lunga vicenda giudiziaria, Costici ha anche presentato un esposto alla presidenza del Consiglio dei ministri che attraverso gli uffici dell’ispettorato della Funziona pubblica è intervenuto nella delicata vicenda, chiedendo a palazzo Donini di fornire lumi. «Chiarimenti – scrive Costici – a oggi mai pervenuti».
