Un carabiniere in pensione è indagato per falsa testimonianza e falso. Nell’udienza di giovedì per l’esplosione del laboratorio di Gubbio, in cui hanno perso la vita Samuel Cuffaro, 19 anni, ed Elisabetta D’Innocenti, 52 anni, che lavoravano nell’opificio in cui si produceva cannabis light, mentre un ragazzo minorenne è rimasto gravemente ferito, la pm Gemma Miliani ha depositato l’avviso di conclusioni a carico del militare. La notizia è riportata dai quotidiani.
Secondo l’accusa, il maresciallo avrebbe omesso di riferire in aula che anche sua figlia aveva lavorato in nero per la Greenvest di Gubbio, occupandosi della trimmatura della canapa. Dopo la terribile esplosione del laboratorio di località Canne Greche, il carabiniere in organico al comando per la tutela del lavoro era stato incaricato di accertare la natura dei rapporti di lavoro del personale impiegato alla Greenvest e dalla Greengenetics di Gubbio. In aula, poi, il 21 marzo scorso, il sottoufficiale ha riferito di aver riscontrato la presenza di un solo lavoratore in nero, che non era la figlia, e di non aver mai sentito parlare delle due aziende di località Canne Greche. Le indagini successive hanno invece accertato la presenza di alcune lavoratrici in nero, tra cui la figlia del militare andato recentemente in pensione.
Esplosione di Gubbio, indagato un carabiniere in pensione
Accusato di falsa testimonianza e falso: la figlia aveva lavorato in nero alla trimmatura della canapa light per la Greenvest
