Sono stati oltre mille in due anni i voli effettuati dall’elisoccorso Nibbio. Il punto sul servizio è stato fatto domenica in una nota da Antonio D’Urso, direttore dell’Azienda ospedaliera di Perugia che ospita, almeno fino al prossimo spostamento in via del Giochetto, la centrale operativa del 118 regionale.
I numeri Nibbio ha fatto il suo debutto in Umbria (regione che per lungo tempo ha condiviso il servizio con le Marche) il primo marzo di due anni fa e, in questi 24 mesi, l’87 per cento degli interventi ha riguardato codici rossi, cioè situazioni di massima gravità. Un ulteriore 11 per cento ha interessato codici gialli, mentre la parte restante ha riguardato interventi in ambiente impervio e trasporti sanitari programmati. Dal punto di vista clinico, più della metà delle missioni, oltre il 50 per cento, è stata legata a traumi, come incidenti stradali, domestici o sul lavoro. Il 15 per cento degli interventi ha riguardato invece patologie cardiovascolari gravi, tra cui infarti, arresti cardiaci, ictus e dissezioni dell’aorta. Numeri che, secondo l’Azienda ospedaliera, confermano il ruolo centrale dell’elisoccorso nella gestione delle emergenze più complesse.
Gli interventi Il servizio opera con un elicottero Airbus H 145, tra i modelli più avanzati in dotazione in Italia. Una delle sue caratteristiche principali è la possibilità di atterrare anche di notte in qualsiasi area idonea. Proprio i voli notturni, attivati nel luglio scorso, hanno già raggiunto circa un centinaio di missioni. Una parte significativa degli interventi ha riguardato soccorsi in zone difficili da raggiungere. In questi casi sono state effettuate operazioni con il verricello, rese possibili dalla collaborazione con il Soccorso alpino speleologico dell’Umbria, che mette a bordo un proprio tecnico a supporto dell’equipe sanitaria.
Piazzole e obiettivi L’attivazione dei voli notturni è stata accompagnata dalla creazione di una rete di elisuperfici distribuite sul territorio regionale, realizzata in collaborazione con Anci e con i Comuni umbri. Una rete che consente di ridurre i tempi di decollo e atterraggio e di rendere più rapido l’intervento. Tra gli obiettivi indicati per il futuro ci sono il trasporto di scorte di sangue a bordo, per consentire trasfusioni direttamente durante la missione, e l’avvio di operazioni speciali notturne, come il recupero con verricello e manovre in hovering anche in condizioni di oscurità. Sviluppi che, se attuati, collocherebbero il servizio umbro tra i pochi in Italia abilitati a questo tipo di interventi avanzati.
D’Urso «I numeri – scrive D’Urso nel comunicato del Santa Maria – dimostrano che il servizio di elisoccorso, incardinato nella centrale regionale del 118, è un servizio indispensabile in una regione come l’Umbria con zone orograficamente molto movimentate. Gli sviluppi futuri ci porteranno a essere tra i pochi in Italia formati e preparati per gli interventi speciali».
