Il viadotto Puleto

di Ivano Porfiri

La E45 può riaprire. Il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, ha firmato il provvedimento con cui autorizza il transito sul viadotto Puleto, che era stato sequestrato e chiuso al transito il 16 dicembre scorso, dopo una relazione tecnica che ne denunciava il pericolo di “collasso”. Il magistrato ha esaminato la relazione degli ingegneri Fabio Canè e Antonio Turco, che nella giornata di martedì hanno effettuato un sopralluogo per verificare che Anas avesse eseguito tutte le prescrizioni disposte dalla stessa Procura. L’autorizzazione ha effetto immediato. Anas in mattinata ha comunicato che la strada sarebbe stata aperta dalle 16 con transito ristretto ai soli veicoli leggeri nel tratto tra Canili e Valsavignone, in provincia di Arezzo.

VIDEO: IL PASSAGGIO DEI PRIMI MEZZI

FOTO: I LAVORI SUL VIADOTTO

Toninelli: «Ci vado venerdì» Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli definisce «una prima buona notizia» la riapertura. «Anas – aggiunge – è al lavoro per ripristinare condizioni dinormalità. Sarò lì personalmente venerdì per un sopralluogo».

Le prescrizioni La riapertura era condizionata all’installazione da parte di Anas di un sistema di monitoraggio automatico della struttura tramite sensori, al ripristino delle opere di regimazione delle acque sulla piattaforma stradale, all’installazione di un autovelox e della segnaletica che restringe la carreggiata. La riapertura anche al traffico pesante, invece, potrà avvenire solo dopo l’esecuzione dei lavori – già appaltati da Anas – per il ripristino delle condizioni di sicurezza, stimati in 200 giorni.

REGIONI CHIEDONO STATO DI EMERGENZA

Mezzi pesanti Per i mezzi pesanti in transito sulla E45 la viabilità alternativa per le lunghe percorrenze sulla direttrice Orte-Cesena è costituita dalle autostrade A1 “Autostrada del Sole” (Roma-Firenze-Bologna) e A14 “Adriatica” (Ancona-Cesena). In particolare, per i mezzi pesanti in direzione Cesena l’autostrada A1 è raggiungibile da Perugia tramite il raccordo Perugia-Bettolle in direzione Firenze (innesto al km 69) e da Sansepolcro (AR) tramite la SS73 con uscita allo svincolo di Sansepolcro Sud in direzione Arezzo. L’autostrada A14 è invece raggiungibile da Perugia tramite la direttrice Perugia-Ancona (SS318 e SS76) con uscita allo svincolo “Ancona-Valfabbrica” (km 74) e da Umbertide con uscita allo svincolo Gubbio/Umbertide e percorrenza della SS219. In alternativa è inoltre possibile raggiungere Fano (innesto A14) percorrendo la SS219 fino a Gubbio, la SS452 “della Contessa” e la SS3 “Flaminia” fino a Fossombrone e infine la SS73bis fino a Fano. Per i mezzi pesanti diretti sulla viabilità locale a Pieve Santo Stefano, l’ultima uscita utile è allo svincolo di Valsavignone in direzione Cesena, mentre per i mezzi pesanti diretti sulla viabilità locale a Verghereto, l’ultima uscita utile è allo svincolo di Verghereto in direzione Roma.

SINDACI: BATTAGLIA A OGNI LIVELLO

Regione Umbria: «Stato di emergenza» Parla di un «primo importante risultato» anche l’assessore regionale umbro Giuseppe Chianella. «Ora – aggiunge – si proceda per garantire la completa riapertura al traffico e per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per le gravi criticità che la chiusura ha prodotto». «Come rappresentanti delle Regioni e delle istituzioni locali – ricorda – avevamo sollecitato nelle scorse settimane, anche nell’incontro con il Ministro delle Infrastrutture Toninelli, una riapertura completa del viadotto, ponendo fine a una situazione che vedeva una strada spaccata in due, con gravissime conseguenze per le comunità locali e per le attività economiche dei territori di Umbria, Toscana ed Emilia Romagna. Proprio a causa dei notevoli impatti sociali ed economici che ha provocato l’interruzione della viabilità di collegamento veloce tra le tre regioni e la spaccatura del sistema viario dell’Italia centrale – aggiunge Chianella – è fondamentale che il Governo prenda in considerazione la richiesta dello stato di emergenza nazionale per il territorio della provincia di Perugia formalizzata dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, con una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in cui ha evidenziato gli ingentissimi danni per le imprese legati sia alla riduzione dei fatturati delle imprese che ai maggiori oneri sostenuti dalle aziende e i fortissimi disagi per cittadini e lavoratori pendolari in particolare nell’Altotevere, dove la SS3 bis Tiberina rappresenta l’unica arteria stradale di collegamento con il resto del Paese. Altrettanto importante – dice l’assessore Chianella – è che vengano effettuati quanto prima i lavori di manutenzione che consentano nei tempi più brevi possibili di riaprire completamente al traffico il viadotto Puleto e ripristinare la regolare circolazione, anche per il traffico pesante, su una dorsale fondamentale per l’Umbria e per l’Italia centrale, insieme a interventi per la riqualificazione della viabilità secondaria al servizio della E45».

Bacchetta e Modena Per il presidente della Provincia di Perugia, e sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta la riapertura è «una notizia positiva ma non sufficiente per concludere in maniera definitiva una vicenda che da settimane mette in ginocchio territori e regioni». Per Bacchetta dunque bisogna partire da qui per arrivare a «ristabilire la fruibilità a pieno regime, in sicurezza ovviamente, della arteria stradale anche ai mezzi pesanti e al traffico commerciale». Sulla stessa lunghezza d’onda la senatrice di FI Fiammetta Modena: «Il ministro Toninelli risponda alla nostra interrogazione e operi per la messa in sicurezza del viadotto. Deve far capire agli italiani – scrive – cosa intenda fare. Intende definire e finanziare insieme ad Anas un piano di manutenzione di assoluta straordinarietà ed emergenza? Prevede nuovi stanziamenti per permettere in tempi accettabili la percorribilità in piena sicurezza dell’intero tratto viario E45 fra Umbria, Toscana e Emilia-Romagna, fondamentale anche per l’economia del centro Italia? In sostanza Toninelli batta un colpo, visto che la Tav non la vuol fare almeno si occupi delle altre arterie viarie».

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