La Cassazione ha confermato i 16 anni per Rudy Guede (Foto F.Troccoli)

di Maurizio Troccoli
e Francesca Marruco

E’ Rudy Guede l’assassino di Meredith Kercher. O almeno uno degli assassini. Questa la sentenza passata in giudicato. La sentenza definitiva per lui. Quella che lo vede, senza più appello, come l’autore del delitto e della violenza sessuale nei confronti di Meredith Kercher. Si è pronunicata così la corte di Cassazione questa sera nei confronti di Rudy Hermann Guede.

L’ivoriano è stato condannato in appello a 16 anni di reclusione, il 22 dicembre 2009,  usufruendo delle attenuanti generiche. In primo grado invece, con la sentenza del gup di Perugia del 28 ottobre 2008, grazie al rito abbreviato,  Rudy ha ottenuto lo sconto della pena di un terzo ed è stato condannato a 30 anni di reclusione, per omicidio e violenza sessuale nei confronti di Meredith Kercher. L’omicidio è avvenuto la notte tra il primo ed il due novembre del 2007, in una villetta di via della Pergola, a Perugia. Il giovane ha già trascorso tre anni in carcere tra Perugia e Viterbo.

La famiglia di Mez: soddisfazione «La famiglia di Meredith Kercher ha avuto soddisfazione da questa decisione della Cassazione e, dunque, del corso della giustizia italiana». Così l’avvocato Francesco Maresca, legale dei Kercher, ha commentato la sentenza della Cassazione dandone notizia ai familiari di Meredith, che l’attendevano a Londra. «Adesso che si è definita una volta per tutte la posizione processuale di Rudy Guede e che il fatto storico è stato acclarato, ci aspettiamo una identica soluzione anche nell’altro processo in corso a carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito», ha aggiunto il legale. In precedenza, aveva affermato come «la decisione della Cassazione su Guede è importante perchè creerà il passaggio in giudicato di una condanna, avvalorando la ricostruzione dei giudici di merito sulla correità degli altri imputati, sulla condotta delittuosa e su come si è svolta questa drammatica vicenda nella quale una giovane ragazza ha perso la vita». «Ho molto apprezzato la requisitoria precisa e coerente del rappresentante della procura della Cassazione – ha aggiunto il legale – ho chiesto preliminarmente che sia dichiarata l’inammissibilità del ricorso della difesa di Guede o, in subordine, che sia rigettato». L’avvocato Maresca ha annunciato che il dispositivo del verdetto della Suprema corte sarà depositato agli atti, alla prossima udienza, del processo d’appello per Knox e Sollecito. Guede – ha precisato Maresca – è stato condannato anche a otto milioni di euro di risarcimento a favore dei familiari di Meredith.

Legale Sollecito: giustizia è fatta «Giustizia è fatta»: così l’avvocato Luca Maori, uno dei difensori di Raffaele Sollecito, ha commentato la decisione della Cassazione. «Il vero colpevole – ha detto l’avvocato Maori – è stato ora indicato con una sentenza ormai definitiva». Nessun commento, invece, dai legali di Amanda Knox. L’avvocato Luciano Ghirga ha preso atto della decisione ma non ha voluto commentare.

I pm: giustizia rapida Secondo il pm Manuela Comodi, che ha rappresentato l’accusa ai processi all’ivoriano, nonché a quello a Sollecito e Amanda, quello messo oggi dalla Cassazione è «un primo punto fermo nell’indagine e un riconoscimento del lavoro svolto dalla polizia». La Comodi non è comunque volta entrare nel merito della sentenza, così come l’altro pm Giuliano Mignini: «A tre anni dal fatto si è già arrivati a una sentenza definitiva con tre gradi di giudizio».

La posizione dell’accusa «È totalmente da escludere l’ipotesi che l’imputato ritenesse imprevedibile l’evento della morte di Meredith, al quale ha contribuito con il gesto di trattenere la mano sinistra della vittima mentre gli altri ne facevano scempio del corpo». Lo ha detto il sostituto procuratore generale della Cassazione Antonio Gualanella nella sua requisitoria innanzi alla Prima sezione penale della suprema corte, nell’udienza sulla colpevolezza o meno di Rudy Guede nell’omicidio e nella violenza sessuale ai danni di Meredith. «Non è rispettoso della memoria della vittima, da tutti descritta come una ragazza assai riservata, voler insistere a sostenere la pregressa conoscenza di Meredith con Rudy Guede e prospettare la circostanza che la ragazza avrebbe avuto con lui un rapporto sessuale consenziente», ha detto ancora Gualanella demolendo il motivo di ricorso dell’avvocato Walter Biscotti, difensore di Rudy Guede, con il quale mirava ad escludere la responsabilità dell’ivoriano nella violenza sessuale. «È doloroso ricordare – ha proseguito nella sua requisitoria il Pg – che sul corpo della vittima sono state contate ben 43 lesioni prodotte da armi da punta e da taglio, e da pressioni sugli arti, evidenti prove di una attività violenta a sfondo sessuale che consentono di tacciare come offensive la tesi del frettoloso rapporto consenziente, tra Meredith e l’imputato, e precedente l’aggressione». Il pg Gualanella ha provato a smontare, nella sua requisitoria durata un’ora, tutti e dieci i motivi di ricorso presentati dall’avvocato Walter Biscotti, difensore di Guede, alla sentenza di condanna a Rudy che il pg ha definito «corretta, logica, ineccepibile, rispettosa dei principi del giusto processo» e che opera una ricostruzione «del tutto legittima dell’intera vicenda e del concorso del Guende nell’omicidio della povera vittima».

La difesa di Rudy: nessuna prova «Nei confronti di Rudy Guede non c’è alcuna prova di coinvolgimento nell’accusa di violenza sessuale e omicidio di Meredith Kercher, anzi l’incidente probatorio dice che la violenza sessuale non c’è stata e le ecchimosi la ragazza avrebbe potuto essersele procurate in un diverso contrasto fisico. Insomma non ci sono prove che possano legittimare la pronuncia di una condanna oltre ogni ragionevole dubbio». Lo ha detto l’avvocato Walter Biscotti, difensore di Rudy Guede, parlando al termine della sua arringa difensiva in Cassazione. Biscotti ha chiesto, in favore di Guede, l’annullamento della condanna a 16 anni di reclusione.

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