È morto Papa Francesco, aveva 88 anni. La notizia è stata diffusa dalle agenzie di stampa pochi minuti prima delle 10 del 21 aprile, Lunedì dell’angelo. In base a quanto emerge, però, il Pontefice è deceduto intorno alle 7.35 del mattino. Il suo pontificato è durato dal 13 marzo 2013 al 21 aprile 2025.
I funerali del Papa sono stati fissati per le 10 del 26 aprile, mentre mercoledì 23 aprile alle 9 il feretro del Pontefice sarà portata dalla cappella di Santa Marta alla basilica di San Pietro e qui, dopo il momento di preghiera, ha inizio la traslazione: la processione percorrerà piazza Santa Marta, piazza Protomartiri romani, l’Arco delle campane, uscirà da piazza Pietro ed entrerà nella Basilica vaticana dove il camerlengo della Santa Romana chiesa, il cardinale Kevin Joseph Farrell presiederà la Liturgia della Parola, al termine della quale avranno inizio le visite alla salma del Romano Pontefice. Il governo ha proclamato cinque giorni di lutto nazionale.
C’E’ UN PRIMO E UN DOPO: ADDIO A PAPA FRANCESCO
Ed è stato proprio il cardinale Farrell ad annunciare la morte di Papa Francesco con queste parole: «Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. Alle 7:35 di questa mattina il vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino».
Il presidente della Conferenza episcopale umbra, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia Renato Boccardo, è stato raggiunto dalla notizia della morte di Papa Francesco mentre era «in pellegrinaggio giubilare verso la piccola chiesa della Madonna di Panico»: da qui ha detto: «Avevamo seguito con trepidazione il suo soggiorno al Gemelli, poi il suo ritorno a Santa Marta e, infine, ieri lo abbiamo visto in un ultimo slancio di generosità e dedizione attraversare in piazza San Pietro. In queste settimane abbiamo visto sua fragilità e debolezza delle sue condizioni fisiche, ma ora ci sentiamo comunque orfani, perché il Papa è il padre di tutto e la sua partenza ci ferisce e ci lascia soli. A Papa Francesco – ha concluso – va la nostra gratitudine, da lui impariamo a essere discepoli fedeli».
«E’ rimasto al suo posto fino all’ultimo giorno. E’ rimasto al suo posto testimoniando la gioia del Vangelo e la vita di fraternità che ne sgorga. La sua parola, i suoi segni, la sua vicinanza ai poveri, fino alla visita ai carcerati di pochi giorni fa, Giovedì Santo, restano per tutti un forte richiamo, una Chiesa che sappia andare incontro ad ogni persona con la disponibilità ad accoglie sofferenze ed attese e a donare la speranza cristiana»: così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Ivan Maffeis nell’apprendere la notizia della morte di Papa Francesco. Il presule ha disposto che alle 11 del lunedì dell’Angelo le campane delle chiese dell’Arcidiocesi suonino a morto e martedì 22 aprile, vangano celebrate in tutte le parrocchie una Messa in suffragio del Papa. Lo stesso arcivescovo il 22 aprile alle 18 presiederà la celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia.
Papa Francesco ha visitato sette volte l’Umbria, recandosi in cinque occasioni ad Assisi, in una a Norcia per manifestare vicinanza alle popolazioni terremotate e in un’altra al monastero delle clarisse di Spello. La prima visita nella regione del 266esimo Pontefice risale al 4 ottobre 2013 ad Assisi, quando ha partecipato alla Giornata mondiale per la pace nel giorno dell’anniversario della morte di San Francesco, visitando prima il Serafico, pregando sulla tomba del Poverello, pranzando coi poveri assistiti dalla Caritas e, infine, facendo tappa su altri luoghi francescani, dove ha incontrato il clero e i giovani dell’Umbria.
Ad Assisi Papa Francesco è tornato il 4 agosto del 2016, quando ha compiuto, in occasione della festa del Perdono, un pellegrinaggio alla Porziuncola che si trova all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli. Il 2016 è stato l’unico anno in cui il Santo Padre ha visitato due volte l’Umbria: ad appena due mesi di distanza dall’ultima presenza nella regione, infatti, il 4 ottobre di quell’anno Papa Francesco ha raggiunto a bordo di una Golf Volkswagen le zone terremotate del Centro Italia, arrivando anche a Norcia, precisamente a San Pellegrino, una delle frazioni più devastate dal sisma.
PAPA A SAN PELLEGRINO: VIDEO
PAPA TRA I TERREMOTATI: FOTOGALLERY
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L’11 gennaio 2019, poi, Papa Francesco ha compiuto una visita a sorpresa alle monache clarisse di Santa Maria in Vallegloria di Spello, che all’improvviso si sono viste comparire il Pontefece alla porta del Monastero. Il Santo Padre è poi tornato ad Assisi nell’ottobre 2020 per firmare l’enciclica “Fratelli tutti” e di nuovo il 12 novembre del 2021 per la Giornata mondiale dei Poveri. L’ultima visita di Papa Francesco risale al 24 settembre del 2022 quando è tornata ad Assisi per l’evento “Economy of Francesco”.
Appresa la notizia della morte di Papa Francesco, la comunità francescana di Assisi si è riunita in preghiera alle 12 di oggi nella chiesa inferiore della Basilica, in comunione con la Chiesa e la Diocesi. «I suoi gesti – ha sottolineato fra Marmo Moroni, custode del Sacro convento – sono stati esemplificazione del Vangelo e questo, a mio parere, è l’aspetto più importante. Ha messo al centro l’annuncio evangelico attraverso una testimonianza di fede, attraverso tanti segni, tanti gesti, tante parole che ci hanno richiamato al cuore dell’esperienza cristiana. Penso in particolare alle encicliche, alla Fratelli Tutti, firmata proprio qua sulla Tomba di San Francesco, penso alla Laudato si’, penso agli altri testi magisteriali forse meno famosi ma che davvero ci portano al cuore del Vangelo. Il suo nome, Francesco, è diventato così un segno molto forte che ce l’ha fatto sentire ancora più vicino». I frati pregheranno per Francesco il rosario, alle 21 del Lunedì dell’angelo, nella chiesa inferiore della Basilica, mentre nei prossimi giorni, inoltre, verrà celebrata una santa messa solenne – secondo gli statuti propri della Custodia e dell’Ordine francescano – in suffragio di papa Francesco. La data verrà comunicata tempestivamente.
E in questo quadro, che testimonia il profondo legame tra il Santo Padre e Assisi, che si inserisce la decisione del Comune di proclamare il lutto cittadino con bandiere a mezz’asta sulle sedi comunali e il suono eccezionale del Campanone della Torre del Popolo, come si legge in un’ordinanza del sindaco. Anche nel giorno delle esequie, le bandiere sugli edifici comunali e pubblici saranno a mezz’asta. Prevista anche l’osservazione di cinque minuti di raccoglimento in tutti i luoghi pubblici e di lavoro, con le serrande degli esercizi commerciali cittadini abbassate in segno di lutto, in orario che sarà definito e comunicato il giorno antecedente. Sarà inoltre proposto ai docenti delle scuole della città di promuovere riflessioni sulla figura di Papa Francesco, come sostenitore nel mondo di valori fondamentali come pace e fratellanza.
L’Umbria piange «con profondo dolore» la morte di Papa Francesco e lo fa attraverso la presidente della Regione Stefania Proietti, già sindaca della stessa Assisi. «Siamo sgomenti per la scomparsa del nostro Pontefice che ha dedicato la sua vita agli ultimi, i poveri, i malati, i bambini i migranti, la cura del creato, la pace. Papa Francesco – sottolinea Proietti – era un amico di Assisi, del nostro Santo da cui ha voluto prendere il nome, delle tante visite ad Assisi molti i momenti in cui da sindaco ho avuto la possibilità di incontrarlo e confrontarmi. Mi legava a lui un sentimento di valori e fede, ho voluto chiamare uno dei miei figli con il suo nome. E’ stato un grande Pontefice, lascia un vuoto immenso, incolmabile, un punto di riferimento autorevole per tutta l’umanità».
«Esprimo un profondo cordoglio per la scomparsa di Papa Francesco. Il suo impegno per i più deboli, il suo instancabile richiamo alla fratellanza e al dialogo resteranno un’eredità preziosa per l’umanità»: è il messaggio di cordoglio, diffuso via social, del sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco per la morte di Papa Bergoglio.
«Bergoglio è stato un Pontefice illuminato e coraggioso, diverso dagli altri, venuto dai confini del mondo e rimasto sempre vicino agli ultimi e ai fragili»: a ricordarlo così è la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi. «Tutto era in quel suo scegliere il nome del ‘Poverello di Assisi’, una chiara dichiarazione di intenti al mondo intero. Il suo sorriso, le sue parole e il suo sforzo per la pace in un tempo di conflitti copiosi e violenti resteranno l’eredità, l’insegnamento e soprattutto l’esempio per chi rimane su questa Terra, che creda nel regno dei Cieli oppure no».
Papa Francesco «ci ha insegnato che Dio si trova tra i poveri, nei vicoli dimenticati, nei cuori spezzati. Con le sue parole semplici ha guarito ferite profonde. Con la sua voce tremante ha gridato pace in un mondo sordo. Con la sua umiltà ha ricordato a tutti noi che la grandezza non sta nei troni, ma nelle ginocchia piegate davanti al dolore dell’altro», dice l’europarlamentare Marco Squarta, aggiungendo: «Oggi il mondo intero piange. Ma il cielo festeggia. Perché torna a casa un pastore buono, che ha speso la vita per portare un po’ di cielo quaggiù».
A dire che anche «la città di Perugia si unisce al lutto del mondo intero per la scomparsa di Papa Francesco» è la sindaca Vittoria Ferdinandi, che ricorda il Papa come «una figura che ha saputo incarnare i valori di giustizia, di fratellanza, rivolti alla promozione della pace e del bene, lasciando un’impronta indelebile nei cuori e nella vita di milioni di persone. Con la sua scomparsa – dice – si spegne una luce di verità. Non è stato solo un leader spirituale, ma un autentico padre, capace di attraversare le anime con parole di giustizia e di esortazione verso il bene. La sua umiltà e il suo impegno per i più vulnerabili hanno ispirato un cambiamento profondo, invitandoci a costruire una società più giusta e solidale».
«Ha compiuto fino all’ultimo il suo dovere, celebrando ieri la Resurrezione di Cristo e svolgendo anche importanti incontri istituzionali», ha detto il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, secondo cui con la morte del Santo Padre «il mondo perde un punto di riferimento, una guida verso l’obiettivo irrinunciabile della pace tra i popoli, il rispetto per i deboli e la tolleranza come conquista di civiltà». A Terni città a seguito della notizia della morte del Papa, il sindaco Stefano Bandecchi ha disposto le bandiere a mezz’asta a Palazzo Spada in segno di lutto e di partecipazione per la giornata di lunedì 21 aprile.
«Nei suoi 12 anni di pontificato Papa Francesco è stato un punto di riferimento non solo per i credenti, ma attraverso la sua saggezza, la sua umanità ed il suo buon senso è stato in grado di fornire alla Chiesa e alla società civile una visione del mondo fatta di dignità, solidarietà e misericordia. In questi tempi difficili il suo insegnamento continuerà a dare forza ai nostri cuori e alle nostre menti», così il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti esprime il cordoglio dell’amministrazione comunale.
Profondo cordoglio viene espresso anche dal sindaco di Città di Castello Luca Secondi, che ricorda «il legame del Santo Padre con la comunità tifernate attraverso la canonizzazione della santa Margherita da Città di Castello, la prima santa disabile proclamata tale attraverso la speciale procedura, con il benestare dato proprio da papa Francesco nel 2021 alle conclusioni della Congregazione delle Cause dei Santi. Si è trattato – ha detto Secondi – di uno straordinario dono per l’umanità, perché la storia di Margherita ci ricorda ogni giorno che le persone sono tutte uguali senza distinzione e coloro che hanno bisogno di aiuto e vicinanza rappresentano un punto fermo del nostro vivere».
A dire che «con la sua testimonianza di fede, umiltà e impegno per la giustizia sociale, Papa Francesco ha rappresentato una guida spirituale e morale per il mondo intero» è stato Danilo Valentin, presidente di Legacoop Umbria, che ha poi aggiunto: Francesco «ha sostenuto la pace in ogni angolo del mondo, da sempre vicino agli ultimi e con gli ultimi. La sua morte è una perdita non solo per la comunità cattolica ma anche per tutti gli uomini e le donne che ogni giorno si impegnano ad essere costruttori di pace e giustizia».
