Alberto Pacifici

È morto mercoledì Alberto Pacifici, classe 1936, fondatore e presidente di Meccanotecnica Umbra spa, azienda che è oggi uno dei principali produttori mondiali di sistemi di tenuta meccanica per pompe per i settori automotive, elettrodomestici e industriale. La camera ardente è stata allestita nella sede dell’azienda a Campello sul Clitunno e sarà aperta a partire dalle 15 di mercoledì 6 settembre. I funerali si terranno giovedì alle 16 nel Duomo di Spoleto.

La storia Nel 1966 tre amici, Alberto Pacifici, Fulvio Ginobri e Concezio Strappelli gettarono le basi dell’attività industriale dando corpo a un’idea imprenditoriale anche grazie alla preziosa partecipazione del conte Rovero Campello, che poco dopo entrò nella compagine sociale, e del sostegno determinante della famiglia Agnelli. Alberto Pacifici ha contribuito in modo determinante allo sviluppo internazionale dell’azienda che, pur fortemente radicata sul territorio, si è saputa posizionare nei mercati esteri diventando di fatto è una multinazionale con sedi produttive in India, Cina, Usa, Messico, Brasile, Turchia, Svezia e Canada. Pacifici, che ricopriva il ruolo di presidente di Meccanotecnica, era l’ultimo dei fondatori del gruppo che oggi è guidato dalla seconda generazione.

Chi era Pacifici non ha fatto mancare il suo contributo alla comunità di Campello e Spoleto. Ha ricoperto numerosi incarichi nel settore bancario come presidente della Cassa di risparmio di Spoleto e della Fondazione, promuovendo iniziative a sostegno dello sviluppo del territorio. Ha partecipato sempre attivamente alla vita associativa ricoprendo, tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, il ruolo di presidente della Sezione Spoleto Valnerina di quella che all’epoca era Confindustria Perugia. È stato inoltre vice presidente di Confindustria Perugia dal 2002 al 2005. Nel 2012 era stato nominato Cavaliere del lavoro dal Presidente della Repubblica.

Il sindaco «L’Umbria – scrive il sindaco di Spoleto Andrea Sisti – perde oggi uno dei più straordinari e visionari imprenditori della nostra terra, un uomo che ha avuto la capacità di intraprendere un percorso di sviluppo, produzione e ricerca molto innovativo e di grande valore. Quello di Alberto Pacifici è stato un percorso lavorativo e umano emblematico, la dimostrazione che la capacità di fare impresa può non disgiungersi dall’attenzione verso gli aspetti sociali che interessano le comunità in cui questa si compie, fornendo al contempo opportunità di crescita per generazioni di lavoratori. La sensibilità e la costante disponibilità con cui negli anni ha contribuito fattivamente alla sviluppo di questo territorio rimarranno, insieme al suo fare discreto, i fulgidi esempi di un uomo che Spoleto non dimenticherà mai».

Sereni «La scomparsa di Alberto Pacifici – dice invece Marina Sereni – è per me una notizia davvero triste. La comunità umbra e il mondo imprenditoriale perdono una persona di straordinario valore che mi ha onorato negli anni di una sincera amicizia. Di Alberto Pacifici non potrò mai dimenticare le lunghe chiacchierate nella sua azienda, la sua curiosità e l’acume delle sue considerazioni, la sua visione aperta all’innovazione, accompagnata da una grande concretezza. I risultati della sua impresa, il suo attaccamento alla comunità di Campello sul Clitunno, la sua attenzione e generosità verso le bellezze artistiche non meno che le fragilità sociali del territorio, lasciano un segno indelebile».

Fondazione Carispo Il presidente della Fondazione Carispo, Dario Pompili, ha voluto esprime il cordoglio per la scomparsa del cavaliere del lavoro Pacifici, che è stato il primo Presidente della Fondazione, ricordandone «le alte doti morali e professionali, imprenditore saggio e illuminato che ha saputo trasfondere nell’istituzione il suo talento e il suo impegno per il conseguimento degli obiettivi storici del territorio, sempre attento e sensibile agli interessi della collettività. Rimarrà per sempre nella storia della Fondazione».

Fora «Con la scomparsa di Pacifici l’Umbria piange un grande imprenditore legato fortemente al territorio: un uomo capace di una grande visione, un’acuta intelligenza, sempre attento alle sfide dell’innovazione e dello sviluppo, sensibile alle esigenze delle comunità locali e dei lavoratori», ha detto il consigliere regionale Andrea Fora (Patto civico). «Pacifici – aggiunge Fora – è stato un imprenditore che amava parlare poco, apparire poco, ma fare molto per l’azienda e per l’Umbria intera. Oggi la nostra regione è più povera, ma siamo certi che i suoi familiari e quanti da sempre hanno collaborato con lui proseguiranno nel solco da lui tracciato».

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