Era già detenuto a Terni, uno dei 16 arrestati nell’ambito dell’operazione, coordinata dalla Dda di Firenze, con la quale è stata smantellata un’organizzazione dedita al narcotraffico. Misure cautelari sono state eseguite, oltre che nel capoluogo Toscano, anche a Bologna, Pistoia, Prato, Arezzo e appunto Terni. Nel carcere di Sabbione è ristretto un tunisino classe 1993, considerato membro della banda criminale, ritenuto responsabile di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.
I coinvolti sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dall’uso delle armi, dedita alla detenzione trasporto, cessione e vendita di droga. Nell’ambito dell’operazione sarebbe finita ai domiciliari anche un’avvocata, con l’accusa di favoreggiamento personale. A dirigere l’associazione, secondo quanto ricostruito, un cittadino tunisino 41 di anni, mentre il suo braccio destro sarebbe un connazionale di 32 anni, probabilmente lo stesso già detenuto a Terni. I pusher erano attivi nello spaccio delle singole dosi sia nella zona centrale della città di Firenze, che nelle adiacenti zone periferiche. Gli inquirenti hanno ricostruito il quadro di un sistema verticistico che non ammetteva contestazioni. In questo senso si sarebbero verificate verso i ribelli della banda una rapina aggravata e un tentato omicidio con l’impiego di armi da sparo. Secondo quanto ripostato dall’Ansa, nel corso delle indagini sono state arrestati 16 persone e sequestrati 22 kg di cocaina e 3,6 kg di hashish, oltre a 263 mila euro in contanti provento dell’attività di commercio illecito di stupefacenti. Inoltre sono stati sequestrati una pistola Beretta completa di cinque colpi e tre auto due delle quali appositamente dotate di doppiofondo destinato all’occultamento dello stupefacente.
