Perugia, l’uomo comparirà davanti al giudice Piercarlo Frabotta il 28 gennaio
Inizierà il 28 gennaio, davanti al giudice Piercarlo Frabotta del tribunale di Perugia, il processo a un buttafuori di 42 anni finito sotto inchiesta con le accuse di stalking, lesioni aggravate e detenzione di coltello. Il giudice Margherita Amodeo ha disposto, per lui, il rinvio a giudizio. I fatti contestati risalgono all’ottobre 2024 e sono avvenuti a Fontivegge dove l’imputato – secondo l’accusa – ha aggredito una donna «mentre tentava di scappare, tirandoli i capelli e lanciandole alcune sedie in un ristorante, per poi prenderla a calci e pugni in più parti del corpo e, quando era a terra, metterle un ginocchio sul petto per tenerla ferma». Il 14 ottobre – è stato ricostruito – il buttafuori ha riferito ad un uomo l’intenzione di accoltellare la persona offesa, «estraendo dallo zaino un coltello e palesando il possesso di una bottiglia di acido muriatico». Quella sera – è ancora l’accusa – le ha telefonato sul cellulare in modalità anonima «minacciandola di conseguenze ingiuste con la frase, ‘cagna, ti farò quello che tu hai fatto a me’».
Stato di ansia La persona offesa è uscita dall’ospedale con una prognosi di sei giorni per le ecchimosi, le escoriazioni e gli ematomi provocati dalle percosse. Dalle indagini è emerso che l’imputato (difeso dall’avvocato Luca Valigi) la «molestava e minacciava reiteratamente, ponendo in essere condotte che hanno cagionato nella vittima un perdurante stato di ansia e timore per la sua incolumità, costringendola a limitare la libertà negli spostamenti e nelle quotidiane abitudini di vita, costringendola – prosegue il pm Patrizia Mattei – ad allontanarsi a chiedere di essere ricoverata in una struttura protetta».
