La discarica di Sant'Orsola

di C.F.
Twitter @chilodice

Riapertura immediata della discarica di Sant’Orsola, dopo l’Ati3 in pressing anche il consigliere regionale Giancarlo Cintioli. Torna sul tavolo di palazzo Donini attraverso un’interrogazione, la delicata vicenda del sito di conferimento spoletino chiuso alla fine del 2012 e su cui da più parti si chiede la riapertura per contenere i costi di gestione dei rifiuti e recuperare 80 mila nuovi e preziosissimi metri cubi.

Pressing su riapertura discarica Nel documento presentato, Cintioli chiede alla giunta regionale di «decidere rapidamente sulle soluzioni presentate per l’adeguamento dell’argine e la modifica al progetto di copertura finale». In particolare, il consigliere si riferisce a una perizia commissionata dall’Ati 3 a uno studio ingegneristico di Roma in cui, in estrema sintesi, si afferma la possibilità di avviare gli interventi di rafforzamento del muro di contenimento e contestualmente riprendere il conferimento dei rifiuti.

La prescrizione della Regione Concomitanza, questa, sul quale i tecnici della Regione si erano espressi negativamente in fase di approvazione del progetto Vus da 1.2 milioni di euro, vincolando la ripresa dello sversamento dell’indifferenziata a Sant’Orsola alla conclusione dell’intervento che, questo il punto, ha un tempo di esecuzione di 18 mesi. Troppo tempo per gli amministratori dell’Area vasta pressati dalle proteste dei cittadini esasperati dai costi della tassa o tariffa di gestione dei rifiuti.

Interrogazione Cintioli E non a caso Cintioli spiega: «Lo studio evidenzia che i lavori di adeguamento possono essere realizzati contestualmente alla ripresa del conferimento di rifiuti nel sito, ciò comporterebbe un risparmio di circa 3.8 milioni l’anno, pari al 15% del costo complessivo del servizio, oltre a risolvere problemi di stabilità dell’argine e impermeabilizzazione definitiva della discarica».

Risparmi e metri cubi Non solo. «Se la Regione – sottolinea il consigliere – dovesse dare l’ok alla riapertura di Sant’Orsola durante i lavori, si alleggerirebbe la pressione a cui sono sottoposte le altre discariche umbre», in particolare Borgo Giglione (Magione) e Belladanza (Città di Castello) che praticamente da un anno accolgono i camion Vus. E in una fase di incertezza, recuperare metri cubi di autonomia non dispiace a nessuno.