di Chiara Fabrizi
I colleghi più stretti lo chiamavano il “direttore”, perché al volante delle ambulanze del 118 di Perugia Diego Duca, 46 anni, era un esempio di professionalità e rigore. Qualità fondamentali per chi svolge un lavoro delicato dove una decisione presa in mezzo al traffico, con un ferito grave in attesa di soccorso o già all’interno dell’ambulanza, può valergli la vita o la morte. E Diego Duca quelle scelte sapeva farle, riuscendo in pochi istanti a prendere decisioni efficaci e sicure. Ecco perché per i colleghi del 118 di Perugia era il “direttore”, ecco perché i colleghi lo osservavano con attenzione al lavoro, ascoltavano le parole che pronunciava. Ecco perché la sua morte e quella della moglie dottoressa, Lucia Manfredi, medico della Clinica medica di Torrette di Ancona, anche lei molto stimata dai colleghi, spinge molti in queste ore a dire che «se ne vanno sempre i migliori». E il cordoglio per la scomparsa dei coniugi è enorme, anche e soprattutto col pensiero rivolto al loro bambino di appena 10 anni, che ora dovrà fare i conti con la perdita più grande, quella della morte di entrambi i genitori.
Diego e Lucia sono morti sabato 5 gennaio intorno alle 8 del mattino a Torrette, in via Esino, dove i due corpi privi di vita sono stati trovati uno accanto all’altro sull’asfalto. A provocare l’incidente stradale costato la vita a moglie e marito un 61enne al volante di una Bmw X3, che scendeva via Esino e che ha perso il controllo del veicolo, carambolando contro la Fiat Panda di Lucia Manfredi e poi contro un’altra auto parcheggiata. Secondo la prima ricostruzione, la dottoressa era all’interno dell’utilitaria e sarebbe stata sbalzata fuori dall’auto, mentre non è chiaro dove si trovasse Diego Duca. Se fosse in auto con lei o ancora lungo la strada è quello che si sta cercando di stabilire, per ricostruire cosa sia esattamente accaduto in via Esino a Torrette di Ancona. Certo è che la dottoressa Manfredi era attesa per il turno alla Clinica medica, dove non è mai arrivato, mentre Diego avrebbe dovuto prendere servizio col 118 di Perugia in serata. I colleghi appreso della morte della moglie, che è stata subito identificata, hanno provato a chiamarlo, ma il suo telefono suonava a vuoto. Anche lui era morto, ma non aveva con sé i documenti e soltanto nel primo pomeriggio è stato accertato che l’altro corpo senza vita trovato in via Esino era quello di Diego Duca.
