Il treno 205 finito deragliato questa mattina a Casigliano (Foto Mirimao)

di Daniele Bovi

Il deragliamento del treno della Ferrovia Centrale Umbra avvenuto questa mattina alle 7.50 all’altezza di Casigliano di Acquasparta, coincide con la giornata di sciopero indetta da tutti i sindacati dopo che anche la vertenza con l’azienda, iniziata nel luglio 2010, è finita fuori dai binari. E così, a poche ore di distanza dall’incidente, i sindacati tornano all’attacco della società mettendo nel mirino anche e soprattutto le questioni legate alla sicurezza e alla carenza di formazione e di personale.

Martifagni: colpa dell’asse delle ruote o della massicciata «Qui nessuno vuole fare speculazioni con dei feriti di mezzo – dice ad Umbria24.it Gianni Martifagni della Fit Cisl – ma noi sono anni che diciamo che questi non sono i trenini della Lego. Bisogna pensare a una manutenzione a 360 gradi che curi scambi, massicciata, rete aerea e così via. In questo caso le cose sono due: o è ceduto l’asse della ruota o è ceduta la massicciata, allargandosi quindi la rotaia». Motivazioni che chiamano in causa la manutenzione. Secondo Martifagni poi le carenze «riguardano tutto il sistema: da luglio stiamo mettendo sul piatto questi problemi ma l’azienda è sorda».

Mancano 13 unità su 32 Sempre secondo Martifagni sono ben 13, su un totale di 32 unità, i lavoratori che mancano al settore infrastrutture della Fcu: «Un’area – prosegue l’esponente della Cisl – che in generale è sottovalutata dalla dirigenza. La manutenzione è la base di tutto e a ogni assemblea che facciamo i lavoratori ci segnalano questi problemi». Altro tema nel mirino dei sindacati è quello della formazione: «Ci vuole – spiega Martifagni – una formazione più specifica: molte cose vanno riviste».

Un treno in fascia garantita «Si trattava di un treno in fascia garantita, con alta presenza di lavoratori pendolari – precisano Cristiano Tardioli (Filt Cgil), Gianni Martifagni (Fit Cisl), Alessandro Emili (Uil trasporti) e Maurizio Marsili (Orsa) – dal momento che oggi i lavoratori della ex Fcu hanno scioperato a sostegno di una vertenza iniziata a luglio 2010 nei confronti di una azienda miope e sorda ai  problemi posti sul tavolo dal sindacato,  portati avanti già con una prima azione di sciopero datata 10 dicembre 2010».

Tardioli: brutta coincidenza «E’ una brutta coincidenza – dice ad Umbria24.it Claudio Tardioli della Filt Cgil – che rafforza però quello che andiamo dicendo da tempo: un collegamento tra la carenza di personale, che nel settore manutenzione arriva anche al 30 per cento, e i fatti di oggi, c’è. Anche se al momento tutte le valutazioni sono premature, mi sento di dire che se tutto fosse stato fatto a dovere, l’incidente di oggi non sarebbe successo. Ora che l’azienda è confluita nell’Umbria Tpl deve essere garantita più sicurezza e un maggior numero di lavoratori del settore infrastrutture».

Le questioni irrisolte «Le questioni ancora aperte portate all’attenzione del Prefetto in due incontri ma ancora irrisolti – concludono i sindacati -, riguardano l’indisponibilità assoluta a rivedere le incongruenze contrattuali, la chiusura manifestata dell’Azienda rispetto alle problematiche gravi dell’area infrastrutture dove le numerose carenze certificate si ripercuotono  anche sul fattore sicurezza».

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