Condanna a 16 anni per Antonio Catalano, l’uomo che il 10 aprile 2019 ha ucciso a Ponte D’Oddi (Perugia) a colpi di “luparetta”, il 43enne Mirko Paggi. Lo ha deciso mercoledì la Corte d’Assise d’Appello confermando la pena inflitta al sessantenne, ristretto ai domiciliari in una casa famiglia per motivi di salute, già nel giugno scorso dal gup Valerio D’Andria nell’ambito del processo con rito abbreviato. La sentenza è riportata da alcuni quotidiani.
Delitto di Ponte d’Oddi, confermata la condanna a 16 anni Il delitto si è consumato in via Giuseppe Porta dove Catalano dal terrazzino di casa e imbracciando un fucile a canne mozze ha esploso due colpi ammazzando il vicino di casa Paggi. In base a quanto emerso, all’origine dell’omicidio volontario ci sarebbero state richieste di denaro da parte della vittima al suo assassino, di origine siciliana, relative ad alcuni lavori che avrebbe svolto senza essere pagato. La difesa di Catalano, rappresentata dall’avvocato Giuliano Bellucci, ha sempre sostenuto che il sessantenne ha sparato e ucciso per legittima difesa, dopo che Paggi aveva minacciato di morte l’imputato e suo figlio, che ha assistito all’omicidio e invano ha tentato di fermare il padre mentre si armava per fare fuoco. In questo senso, il legale ha chiesto l’assoluzione di Catalano o in subordine la riduzione della pena, mentre la procura generale e le parti civili, ossia i familiari della vittima assistiti dall’avvocato Antonio Cozza, ai giudice di secondo grado hanno sollecitato la condanna a 16 anni. Dopo la camera di consiglio, la Corte d’Assise d’Appello presieduta da Giancarlo Massei ha confermato la sentenza di primo grado, nell’ambito della quale alla mamma, alle due sorelle e ai due fratelli di Paggi erano state anche riconosciute provvisionali di 50 mila euro ciascuno.
